Il crepuscolo di una domenica di fine estate, a Roma, si è trasformato in un attimo in tragedia: in via Leone XIII, due pedoni sono stati travolti da un’auto. La notte ha poi consegnato alla città un bilancio drammatico, segnato dal dolore e da molte domande ancora aperte.
Il dramma lungo via Leone XIII
Il sinistro si è consumato poco dopo le 22 di domenica, quando una Ford Focus che procedeva lungo la carreggiata in direzione del centro ha investito due cittadini peruviani, entrambi di 38 anni, che stavano attraversando la strada. L’urto, violentissimo, ha catapultato l’uomo ad alcuni metri di distanza, mentre la donna è stata sbalzata sull’asfalto a pochi passi dal marciapiede. Testimoni riferiscono di un rumore secco, poi di un silenzio irreale rotto dalle grida di chi ha assistito alla scena. L’arteria, normalmente trafficata ma a quell’ora semi deserta, è stata improvvisamente illuminata dai fari dei veicoli in coda e dalle sirene che arrivavano a tutta velocità.
La corsa per strappare la vita all’uomo è stata purtroppo vana: nonostante i tentativi del personale sanitario giunto in pochi minuti, il 38enne peruviano è deceduto sul posto a causa dei gravissimi traumi interni. La sua compagna, coetanea, è stata stabilizzata e trasferita d’urgenza al San Camillo, dove i medici hanno riscontrato fratture multiple ma condizioni considerate stabili. Nell’aria, raccontano i presenti, si respirava un misto di incredulità e dolore, con i volti dei passanti illuminati dai lampeggianti blu e occhi lucidi incapaci di distogliere lo sguardo dalla scena.
La corsa dei soccorsi e l’impegno delle autorità
L’automobilista coinvolto, un 65enne italiano, si è immediatamente fermato qualche metro più avanti, visibilmente scosso. È stato assistito dagli operatori del 118 e trasferito anche lui al San Camillo per gli accertamenti di rito, compresi gli esami tossicologici previsti in questi casi. Secondo le prime informazioni raccolte dalla Polizia Locale di Roma Capitale, l’uomo avrebbe collaborato fin dal primo momento, spiegando di non aver visto i pedoni sopraggiungere nell’oscurità. Le sue parole, pronunciate con voce tremante, sono state trascritte mentre sullo sfondo si udivano ancora i lampeggianti riflettersi sulle facciate dei palazzi.
Gli agenti del XII Gruppo Monteverde hanno delimitato la zona con nastri ad alta visibilità, ricostruendo palmo a palmo la scena attraverso rilievi fotografici e misurazioni millimetriche. Saranno ora le testimonianze, le immagini delle telecamere e l’esame del veicolo a stabilire con precisione la dinamica, dalla velocità al punto d’impatto. Nulla viene lasciato al caso: ogni frammento di plastica, ogni traccia di gomma sull’asfalto diventa un tassello di una storia che la città ha il dovere di comprendere, perché dietro quei numeri ci sono vite, speranze e famiglie in attesa di verità.
