Dal 12 al 14 settembre, Rimini accoglierà il 39° raduno nazionale di Alcolisti Anonimi Italia: tre giornate di riflessione e testimonianze dedicate alla responsabilità del cambiamento, fulcro del tema “Dall’Io al Noi”, che guiderà incontri, tavole rotonde e la Festa della Sobrietà.
Il significato del tema 2025: Dall’Io al Noi
La scelta di intitolare questa edizione “Dall’Io al Noi. La responsabilità del cambiamento” non è stata casuale. Il motto, sviluppato dal movimento in occasione del raduno riminese, richiama il passaggio centrale che ogni persona compie quando decide di confrontarsi con la propria dipendenza: abbandonare l’isolamento individuale e abbracciare il sostegno reciproco del gruppo. Nel linguaggio di A.A. il pronome personale cambia volto, si pluralizza e diventa la chiave di una guarigione che non può prescindere dalla relazione. Un percorso che, prima ancora di essere terapeutico, si fa esperienza comunitaria.
La responsabilità evocata dal tema non riguarda soltanto chi, giorno dopo giorno, si impegna a rimanere sobrio. Chiama in causa anche le persone che ruotano intorno a questa scelta: le famiglie, i professionisti della salute, il tessuto sociale. In occasione del raduno, il tema fungerà da fil rouge per i dibattiti e i momenti di condivisione, sollecitando una riflessione collettiva su come ognuno possa trasformare il proprio contributo in un tassello decisivo di cambiamento. È in questo intreccio di responsabilità personali e comunitarie che Alcolisti Anonimi individua la forza del suo messaggio.
Cambiamento personale e responsabilità collettiva
In un’organizzazione che ha fatto dell’autosostegno la propria cifra, il passaggio “dall’Io al Noi” si manifesta anche nella metodologia degli incontri. Ogni testimonianza individuale viene ascoltata e riverberata all’interno del gruppo, creando un’eco che restituisce senso alla singola esperienza e, al tempo stesso, la colloca in una dimensione condivisa. Questa dinamica verrà posta al centro delle sessioni riminensi, affinché chi muove i primi passi possa riconoscersi nelle parole di chi ha già percorso un tratto di strada, e chi mantiene da tempo la sobrietà trovi nuove motivazioni nel confronto con le storie altrui. La crescita, dopotutto, nasce dal dialogo fra voci diverse unite da una medesima speranza.
Rimini offrirà a questa filosofia un palcoscenico concreto: due spazi, la sala della Piazza e la sala del Tempio, ospiteranno un susseguirsi di riunioni aperte in cui il pubblico potrà partecipare, ascoltare e, se lo vorrà, intervenire. La struttura modulare del Palacongressi consentirà di adattare la capienza alle diverse esigenze, garantendo riservatezza pur mantenendo un’atmosfera di accoglienza. Ciò che ne scaturirà sarà un mosaico di voci: veterani che contano decenni di sobrietà, neofiti ancora alle prime armi, familiari desiderosi di capire, professionisti curiosi di misurare con mano l’efficacia di un modello che, pur nato oltre ottant’anni fa, continua a rinnovarsi attraverso l’incontro fra le persone.
Un programma di incontri ricco e partecipato
Fin dall’apertura delle porte, il calendario del 39° raduno presenterà un’alternanza serrata di momenti di ascolto e di scambio. Le riunioni aperte, marchio di fabbrica del movimento, permetteranno a chi proviene dall’esterno di sedersi accanto ai membri di lunga data, facendosi un’idea diretta del metodo basato sul supporto reciproco. Gli organizzatori hanno predisposto formule flessibili: spazi dedicati alle testimonianze personali, sessioni tematiche, intermezzi di meditazione guidata, sempre nella cornice del Palacongressi che, per tre giorni, si farà tempio laico di condivisione. L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: offrire a ciascuno la possibilità di riconoscere nella storia dell’altro un frammento della propria.
Tra gli appuntamenti di maggior rilievo figura la tavola rotonda dal titolo “Criticità e Pareri Favorevoli su A.A.: La Visione dei Professionisti e del Mondo Esterno”. Medici, psicologi, assistenti sociali e studiosi del comportamento umano saranno chiamati a dialogare con i volontari del servizio interno, mettendo in luce, in modo franco, sia gli ostacoli operativi sia i risultati riconosciuti al programma dei Dodici Passi. L’incontro promette un confronto serrato, fondato su dati clinici, esperienza sul campo e testimonianze reali. L’obiettivo non è perorare una causa, ma costruire ponti: individuare punti di forza, sottolineare le criticità e ipotizzare percorsi di miglioramento che tengano conto delle sfide poste dalla contemporaneità.
Dialogo con professionisti e osservatori esterni
La prospettiva esterna, in un ambito tanto delicato, rappresenta un termometro prezioso. I relatori invitati a Rimini provengono da contesti disciplinari differenti e porteranno sul tavolo esperienze eterogenee: reparti di alcologia ospedaliera, centri di salute mentale, dipartimenti di prevenzione, comunità terapeutiche. Grazie a questa varietà, la discussione potrà abbracciare l’intero spettro dei problemi legati all’alcol: dalla diagnosi precoce alle ricadute, dalle politiche di riduzione del danno alle buone pratiche di reinserimento sociale. L’intento è costruire un lessico comune, capace di avvicinare l’approccio laico-scientifico alla dimensione esperienziale di A.A., nella convinzione che soltanto l’integrazione delle competenze possa generare percorsi più efficaci per le persone in difficoltà.
Non meno rilevante sarà la voce degli osservatori esterni, figure che, pur non operando direttamente nella cura delle dipendenze, monitorano da vicino l’impatto delle iniziative di sostegno sul territorio: sociologi, ricercatori universitari, rappresentanti del mondo del lavoro. Il loro contributo potrà offrire spunti inediti circa l’evoluzione dei bisogni delle comunità e le aspettative dei giovani adulti, sempre più esposti a un consumo episodico ma intenso. L’analisi incrociata delle statistiche e delle storie raccolte nei gruppi consentirà di individuare trend emergenti e di adattare, se necessario, la strategia di intervento. In questo intreccio di dati e vissuti, il raduno si propone di illuminare le strade possibili per un futuro di cura più inclusivo.
Gran finale con la Festa della Sobrietà
Il momento conclusivo del raduno sarà la tradizionale Festa della Sobrietà, prevista nel pomeriggio di domenica 14 settembre. L’atmosfera si caricherà di una tensione positiva che culminerà nel conto alla rovescia collettivo: una scansione quasi liturgica dei giorni, dei mesi, degli anni di astinenza conquistati dai presenti. Ogni cifra pronunciata sarà accolta da un applauso, un coro, un abbraccio. In quel preciso istante, l’astrazione del cambiamento si trasformerà in realtà tangibile, fatta di volti, emozioni, relazioni. Celebrando ogni traguardo personale, la comunità ribadirà la propria forza corale, dimostrando che il successo di uno diventa immediatamente la speranza di tutti.
Con questa cerimonia, il 39° raduno si chiuderà lasciando in eredità un invito implicito: proseguire il cammino nella vita quotidiana, senza dimenticare quanto sia essenziale passare dalla dimensione individuale a quella collettiva. Tornando alle proprie città, i partecipanti porteranno con sé non solo gli appunti delle sessioni o i contatti raccolti, ma un rinnovato senso di appartenenza. La speranza è che, una volta oltrepassate le porte del Palacongressi, il “noi” continui a risuonare in ogni gesto, in ogni scelta, trasformandosi in un motore silenzioso ma potente di cambiamento duraturo, a beneficio delle persone e delle comunità in cui esse vivono.
