Nel cuore di RiminiTerme, davanti a tifosi e addetti ai lavori, il progetto 2025-26 di Riccione Women ha preso forma: una squadra rinnovata, obiettivi ambiziosi e la voglia di far brillare il calcio femminile romagnolo a ogni livello.
Ambizioni chiare, percorso definito
Il presidente Denys Maiorino non ha usato giri di parole nel fissare il traguardo stagionale: l’approdo in Serie B. La società, forte di un gruppo di 24 giocatrici in prima squadra, punta su esperienza e talento per andare oltre il semplice ruolo di matricola di lusso in Serie C. Al centro del progetto c’è la convinzione che la competitività non nasca soltanto dall’ingaggio di atlete provenienti dai massimi campionati, ma dall’idea di creare un ambiente capace di valorizzare ognuna di loro. «Abbiamo investito per costruire una rosa con caratteristiche precise, perché crediamo che il calcio femminile abbia bisogno di proposte tecniche all’altezza e di una mentalità professionale», ha sottolineato il numero uno biancazzurro.
Contemporaneamente, la dirigenza ha rivelato numeri che fotografano l’espansione del movimento locale: quasi duecento tesserate, con un settore giovanile che parte dall’Under 8 e arriva fino all’Under 19. L’avvocato Luca Gamba, amministratore delegato, ha rimarcato come la crescita delle fasce d’età più basse sia un investimento a lungo termine. «Le bambine nate nel 2019 inizieranno a correre con i nostri colori: vogliamo accompagnarle in un percorso di valori, disciplina e passione», ha spiegato, ricordando che il vivaio rappresenta l’anima di un progetto destinato a durare ben oltre i risultati della prima squadra.
Le strutture di casa e il futuro impianto
In attesa di rientrare nella storica sede di Viale Arezzo, la squadra lavorerà quotidianamente al Centro Sportivo Stadio Calbi di Cattolica, mentre le gare ufficiali prenderanno vita al ristrutturato Nicoletti di Riccione. Maiorino ha annunciato di aver già depositato un progetto di ammodernamento del quartier generale riccionese, consapevole che l’impiantistica moderna rappresenti un tassello decisivo per attirare pubblico, sponsor e nuove praticanti. L’obiettivo, ha detto, è consegnare alle atlete un luogo che rispecchi la loro professionalità, con spazi medici, palestre e aree studio.
A supportare l’ambizioso disegno infrastrutturale c’è un organo tecnico di prim’ordine. Al fianco del direttore generale Zeno Lisi e del direttore sportivo Alberto Cavoli, operano figure dedicate a logistica, tutela delle minorenni, comunicazione e fotografia. L’idea è chiara: costruire un ecosistema sportivo in cui ogni dettaglio, dalla nutrizione alla gestione social, sia gestito da professionisti di comprovata esperienza. «Il calcio femminile moderno non può più permettersi di lasciare nulla al caso», ha puntualizzato Cavoli, evidenziando la necessità di mantenere standard organizzativi pari a quelli dei club professionistici maschili.
Una rosa profonda e internazionale
Lo spogliatoio guidato da Luís Oliveira, ex attaccante di Cagliari e Fiorentina, attinge a quattro diversi continenti e promette un mix di fantasia, fisicità e leadership. Spiccano i nomi della polacca Katarina Alicja Daleszczyk, per tutti “Kascia”, reduce da esperienze in Serie A, e della portoghese Francisca Marques Veiga, che porta in dote 26 gol in 28 presenze nelle ultime stagioni lusitane. Con loro, l’americana Julia Saveria Weithofer, la giovane promessa Allegra Rossi e un nucleo di italiane che hanno già assaggiato palcoscenici importanti completano un reparto offensivo che punta a far tremare le difese avversarie.
Tra i pali, la sicurezza di Serena Boaglio si alterna all’esuberanza della classe 2008 Serena Spada; in difesa, esperienza e gioventù dialogano grazie a profili come Giulia Calli e Shara Grillo. In mediana, la geometria di Sofia Pederazani e la corsa di Gemma Puntoni garantiscono equilibrio ai repentini cambi di ritmo voluti da Oliveira. La profondità della rosa offre soluzioni multiple, consente allenamenti di qualità e riduce i rischi legati agli infortuni, un lusso non scontato a questi livelli.
Le prime sfide di Coppa e campionato
Il debutto ufficiale avverrà il 21 settembre nella Coppa Italia di categoria sul campo del Gatteo Mare, test probante per misurare la tenuta mentale di un gruppo appena assemblato. Oliveira ha spiegato che utilizzerà la competizione come banco di prova per ruotare l’intera rosa e consolidare i meccanismi tattici. «Non ci accontenteremo di una passerella: ogni partita sarà un mattoncino utile a costruire l’identità del Riccione Women», ha dichiarato il tecnico, convinto che la Coppa possa regalare fiducia e minuti preziosi a tutto l’organico.
Il vero giudizio arriverà però il 12 ottobre alle 15:30, quando al Nicoletti sbarcherà il Grifone Gialloverde per la prima giornata di Serie C. La dirigenza ha invitato la cittadinanza a riempire gli spalti, certa che il calore del pubblico potrà trasformare ogni confronto interno in un fattore decisivo. I biglietti saranno accessibili e pensati per le famiglie, con particolare attenzione alle bambine del vivaio, chiamate a fare da testimonial di un movimento che ha bisogno di sentirsi sostenuto dal territorio.
Le voci dei protagonisti
L’allenatore Luís Oliveira ha confessato di vivere questa nuova avventura con la stessa adrenalina che accompagnava le sue domeniche da centravanti in Serie A. «Il calcio femminile è un universo tutto da scoprire: trovo atlete più recettive, pronte a recepire indicazioni tattiche e a trasformarle in energia pura», ha detto, evidenziando che grinta e determinazione saranno l’unica scorciatoia per colmare eventuali gap d’esperienza rispetto a club più rodati.
Dalle tribune dell’evento, l’amministratore delegato Luca Gamba ha lanciato un messaggio che va oltre il mero risultato sportivo. «Ci interessa vincere, certo, ma ancor di più ci interessa formare persone. Attraverso il pallone insegnamo rispetto, spirito di squadra e coraggio», ha spiegato. Una filosofia che ricade a cascata su tutte le categorie giovanili, esaltando l’idea di un club che si comporta come una grande famiglia, capace di prendersi cura delle proprie tesserate dentro e fuori dal campo.
L’organigramma al completo
Alle spalle della prima squadra opera un apparato dirigenziale che rende la società una piccola azienda sportiva. Oltre a Maiorino, Caldera nel ruolo di vice, Lisi in quello di direttore generale e Cavoli come responsabile dell’area tecnica, troviamo figure strategiche come Camilla Ruzzi per l’accoglienza, Federica Cesari per la logistica delle minorenni e Alessandra Mazzoleni a governare i canali social. La segreteria è affidata a Camila Fuzzi, mentre le immagini ufficiali portano la firma della fotografa Martina Bianchini, chiamata a raccontare l’avventura con scatti in alta definizione.
Sul fronte prettamente tecnico, l’allenatore in seconda Nicola Pentimone seguirà anche l’Under 19, Gaetano Bruzzese lavorerà con i portieri, mentre Andrea Tentoni, Nicola Colucci, Filippo Migani e Arianna Fabbri guideranno rispettivamente Under 17, Under 15, Under 13 e Under 10. Il fisioterapista Michele Volanti completa uno staff che, per numeri e competenze, somiglia sempre più a quello di un club professionistico. La sensazione, parlando con chi indossa questi colori, è che Riccione Women stia costruendo qualcosa destinato a durare ben oltre l’arco di una stagione.
