Sfrecciava sulle autostrade ceche al volante di una monoposto dal colore rosso inconfondibile, immortalato in clip che rimbalzavano sui social. Dopo inseguimenti durati anni, gli agenti hanno finalmente messo fine alla sua corsa, sorprendendolo nel parcheggio di casa e ponendo sotto sequestro il bolide privo di targa.
Un inseguimento lungo quattro anni
Da Praga al confine meridionale del Paese, la sagoma di quella che appariva come una vettura di Formula 1 – in realtà una Dallara GP2/08 – è stata avvistata sin dal 2019. I filmati caricati dagli automobilisti mostravano la monoposto, caratterizzata da una livrea che ricordava le storiche rosse di Maranello, scivolare accanto alle auto di tutti i giorni a velocità impensabili per un’autostrada. Quasi un’apparizione ogni volta, tanto rapida da far dubitare che fosse reale, ma sufficiente a scatenare l’attenzione della polizia stradale, decisa a identificarne proprietario e provenienza.
Per individuare il conducente, gli investigatori hanno incrociato segnalazioni, analizzato decine di telecamere di sicurezza e perfino monitorato i social network, dove i passaggi del bolide venivano rilanciati come stunt mozzafiato. Dopo l’ennesimo avvistamento lungo la D4, la pattuglia ha seguito la monoposto fino al villaggio di Buk, circa sessanta chilometri a sud-ovest della capitale. Lì il veicolo è stato notato in un’area di servizio durante un improvvisato “pit stop”. L’appuntamento che doveva essere un rapido rifornimento si è trasformato nel tassello che ha permesso alle forze dell’ordine di ricostruire l’identità del pilota.
L’arresto in una proprietà privata
Quando gli agenti hanno varcato il cancello della casa dell’uomo, un cinquantunenne soprannominato ormai “pilota fantasma”, lo hanno trovato ancora al volante della monoposto. Estrarlo dall’abitacolo si è rivelato complicato: il conducente, protetto da casco integrale e tuta ignifuga, contestava la presenza degli agenti in assenza di un mandato. Il dialogo si è fatto teso, rivelando tutta l’incredulità di chi riteneva di potersi muovere indisturbato sulle strade pubbliche con un’auto da competizione.
Solo dopo una lunga trattativa l’uomo è sceso dal veicolo, ancora bardato da capo a piedi. Portato in commissariato, ha scelto il silenzio, rifiutando di rispondere a qualsiasi domanda. Secondo quanto trapelato dalla polizia, il mezzo è stato sequestrato per gli accertamenti tecnici: niente fari, indicatori di direzione o targhe, elementi indispensabili per la circolazione su strada. Un paradosso reso ancor più evidente dalla sofisticazione del mezzo, costruito per i circuiti internazionali ma finito fra corsie di sorpasso e stazioni di pedaggio.
Le reazioni e le possibili conseguenze legali
Il clamore non si è fermato all’arresto. Il figlio del conducente ha definito “sproporzionato” l’impiego di un elicottero e di decine di vetture di servizio per fermare quella che a suo dire sarebbe solo “una sospetta infrazione stradale”. Ha spiegato che la famiglia stava semplicemente caricando la monoposto su un carro attrezzi quando la polizia è intervenuta, sostenendo di non sapere nulla delle corse clandestine attribuite al padre. Parole che aggiungono un ulteriore livello di polemica, alimentando il dibattito sull’opportunità dell’operazione.
Sul fronte giudiziario, il proprietario ora rischia una multa salata e la sospensione della patente, accuse legate alla circolazione di un veicolo privo di dispositivi obbligatori e omologazione stradale. La Dallara GP2/08, progettata per la vecchia serie cadetta del GP2 – oggi confluita nel campionato FIA Formula 2 – non è mai stata destinata all’uso su rotte aperte al traffico. L’epilogo potrebbe quindi sancire la definitiva chiusura di una vicenda che, per quattro lunghi anni, ha trasformato l’autostrada ceca in un inconsueto rettilineo da gran premio.
