Un tragico infortunio ha scosso all’alba Torino e poche ore dopo un evento analogo ha ferito un giovane operaio nel Novarese. Due cadute dal cestello di una gru, due vite spezzate o compromesse, e il riproporsi, ancora una volta, di una questione che non accenna a scomparire: la sicurezza nei cantieri.
La dinamica dell’incidente di via Genova
Erano da poco passate le 7.30 quando il silenzio del mattino in via Genova 87, nel quartiere Lingotto di Torino, è stato infranto da un tonfo improvviso. Il cestello di una gru, parcheggiata per lavori di manutenzione, era sollevato a circa dodici metri dal suolo. All’interno lavorava un operaio sessantanovenne, esperto e abituato alle altezze. All’improvviso, secondo la prima ricostruzione, il bilancino su cui stava poggiando il piede avrebbe ceduto, sbilanciandolo verso il vuoto e facendolo precipitare sull’asfalto. Non c’è stato il tempo per una manovra di emergenza, né per agganciare la linea di vita.
Gli uomini dello Spresal, avvertiti in tempo reale, sono giunti sul luogo insieme ai Carabinieri della Stazione Lingotto. Hanno delimitato l’area, sequestrato l’attrezzatura e avviato i primi rilievi per stabilire se le procedure di sicurezza fossero state rispettate. Ogni centimetro del cantiere è stato esaminato con attenzione clinica: dalle condizioni del cestello alle imbracature, fino al registro delle manutenzioni periodiche. Intorno, colleghi attoniti hanno assistito in silenzio, incapaci di capacitarsi di come un gesto abituale potesse trasformarsi in tragedia in pochi secondi.
Il cordone dei soccorsi e l’impatto emotivo
A terra, proprio accanto alla base della gru, si trovava un secondo addetto, incaricato di monitorare i movimenti del braccio. L’uomo ha assistito all’intera scena senza poter intervenire e, colpito dallo shock, è rimasto immobilizzato per lunghi interminabili istanti. Il personale del 118 di Azienda Zero lo ha raggiunto in pochi minuti, stabilizzandolo prima sul posto e poi trasferendolo in ospedale per accertamenti. Le sue ferite non sono fisiche, dicono i soccorritori, ma riguardano la mente e il cuore, segnato dall’immagine della caduta.
I sanitari, insieme alle forze dell’ordine, hanno dovuto gestire non soltanto l’emergenza clinica, ma anche la delicata operazione di informare i familiari dell’operaio deceduto. Sul marciapiede, la polizia locale ha regolato il traffico per consentire ai mezzi di sosta di posizionarsi, mentre alcuni residenti si raccoglievano in piccoli gruppi, increduli. Una quiete irreale calata in pochi minuti su un incrocio di solito attraversato da clacson e frenate, trasformando una normale mattinata di lavoro in una pagina di lutto cittadino che resterà impressa a lungo.
Un secondo episodio a Marano, nel Novarese
Quasi in contemporanea, il centralino dell’emergenza ha ricevuto un’altra chiamata proveniente da Marano, piccolo centro nel Novarese. Qui, un operaio ventisettenne è precipitato a sua volta dal cestello di una gru per cause che gli inquirenti stanno ancora vagliando. Le prime indicazioni parlano di un codice rosso, con ferite gravi ma non meglio specificate. I soccorritori del 118 hanno stabilizzato il giovane sul posto prima di trasferirlo d’urgenza in ospedale, mentre gli agenti raccoglievano testimonianze e mettevano in sicurezza l’area.
Anche in questo caso sono stati disposti accertamenti immediati sugli strumenti di sollevamento e sulle linee vita utilizzate per l’intervento. Gli investigatori vogliono capire se vi siano similitudini con l’episodio torinese o se si tratti di una tragica coincidenza. La simultaneità degli eventi, tuttavia, scuote profondamente gli operatori del settore, chiamati in causa da due incidenti quasi sovrapposti nel tempo. Intanto, il giovane lotta tra la vita e possibili complicazioni, mentre le comunità locali si stringono attorno a familiari e colleghi.
