Nell’infermeria giallorossa filtra ottimismo: il recupero di Leon Bailey sembra procedere più velocemente del previsto, tanto da ipotizzare un ritorno in campo già entro poche settimane invece del mese inizialmente stimato.
Verso un ritorno anticipato
Il primo allenamento con la Roma si era trasformato in un incubo per Bailey, bloccato da una lesione miotendinea al retto femorale destro. Il referto parlava chiaro e, sulla carta, i tempi di rientro oscillavano intorno ai trenta giorni. Oggi, però, lo scenario appare meno cupo: l’esterno giamaicano svolge sedute individuali calibrate al millimetro, alternando lavoro in palestra a brevi sessioni sul prato di Trigoria. Le micro-valutazioni quotidiane evidenziano miglioramenti costanti di tono muscolare e flessibilità, elementi che autorizzano lo staff medico a un cauto, ma concreto, ottimismo.
La notizia non entusiasma soltanto Gasperini, che lo considera la freccia ideale per dare profondità al suo attacco, bensì anche l’esercito dei fantallenatori che lo hanno ingaggiato nelle aste di settembre. Chi credeva di doverne fare a meno per un intero mese potrebbe ritrovarsi un jolly di classe mondiale già prima della sosta. Un recupero lampo avrebbe inoltre il pregio di ridurre al minimo l’impatto psicologico dell’infortunio, restituendo al gruppo un calciatore motivato e pronto a lasciare il segno.
La tabella di recupero personalizzata e il ruolo dello staff tecnico
Dietro il possibile anticipo dei tempi c’è un protocollo riabilitativo cucito su misura. Medici e preparatori hanno deciso di sommare esercizi propriocettivi, rinforzo della core stability e brevi scatti controllati, con l’obiettivo di stimolare progressivamente i tessuti senza sovraccaricarli. Bailey, noto per una professionalità ferrea, si attiene con precisione svizzera a ogni indicazione: alimentazione iper-proteica, crioterapia e sessioni di fisioterapia due volte al giorno. Il dialogo continuo tra atleta, fisioterapisti e allenatore ha creato un microclima di fiducia che, spesso, fa la differenza quando il cronometro della guarigione corre contro.
Nelle prossime ventiquattr’ore sono previsti ulteriori accertamenti strumentali: se le immagini confermeranno la regressione dell’edema e la completa cicatrizzazione delle fibre, verrà dato il via libera a un incremento dell’intensità. Ciò significherà passare da corse lineari a cambi di direzione più bruschi, step decisivo per valutare la reale condizione del retto femorale. Gasperini intende monitorare il processo senza mettere pressione, consapevole che forzare i tempi equivarrebbe a vanificare il lavoro svolto.
Obiettivo Nizza
Nello spogliatoio circola una data cerchiata in rosso: 24 settembre, Europa League, Roma-Nizza. È l’appuntamento individuato come possibile rientro operativo di Bailey. Manca poco più di una quindicina di giorni, un periodo che, in condizioni normali, parrebbe troppo breve. Eppure, le rilevazioni sul campo e l’assenza di dolore durante gli allunghi lasciano aperta la porta a un colpo di scena. Riuscire a tornare proprio in una serata europea avrebbe un valore simbolico enorme, regalando entusiasmo al pubblico dell’Olimpico e una pedina tattica di spessore all’allenatore.
Per trasformare l’ipotesi in certezza servirà l’ultimo ok della commissione medica, atteso dopo i test di domani. Nel caso arrivasse il semaforo verde, il calciatore riceverebbe un programma accelerato fatto di partitelle a ranghi ridotti, minutaggi progressivi e monitoraggio GPS dei carichi. L’obiettivo è evitare ricadute: ogni sprint sarà registrato, ogni vibrazione muscolare analizzata al computer. Se tutto filerà liscio, Bailey potrà ripagare l’attesa del popolo romanista e, magari, incidere da subito sulla corsa europea della squadra.
