Tra le colline del Prosecco, domenica 7 settembre 2025 un’intera comunità si ritrova per trasformare la raccolta dell’uva in un gesto corale di solidarietà: dalle 9 alle 16, la tenuta Le Manzane apre i filari a chiunque voglia dare una mano e, al tempo stesso, dare un futuro a chi vive lontano.
Un brindisi alla solidarietà
La quattordicesima edizione della Vendemmia Solidale non è soltanto un appuntamento atteso fra le vigne di San Pietro di Feletto, ma un vero e proprio motore di speranza che quest’anno varca i confini nazionali. Il ricavato dell’iniziativa, infatti, finanzierà integralmente la costruzione di una scuola in Ghana, progetto coordinato dalla missione In My Father’s House fondata dal comboniano Padre Giuseppe Rabbiosi, conosciuto da tutti come Padre Peppino. *Ogni grappolo raccolto, ogni calice levato al cielo assume così il valore di una mattonella in più, di un banco in più, di un domani più luminoso per centinaia di bambini africani.* Per partecipare bastano un paio di scarpe comode, voglia di stare insieme e un’email a info@lemanzane.it: sono gli ultimi posti di un evento che, anno dopo anno, richiama centinaia di aspiranti vignaioli pronti a pagare la quota simbolica di 25 euro (10 per i più piccoli tra i 3 e i 12 anni) pur di sentirsi parte di una causa più grande di loro.
Alle 9.30, subito prima di imbracciare forbici e secchi, verrà inaugurato il nuovo “Vigneto Solidale”. Ogni fila di viti porta il nome di una passata edizione, quasi fosse un album vivente di ricordi condivisi e di promesse mantenute. *È un gesto dal forte impatto emotivo, capace di raccontare senza parole la forza della continuità: chi c’era, chi c’è e chi ci sarà potrà riconoscere il proprio tassello in questo mosaico annuale di generosità.* Il titolare Ernesto Balbinot, affiancato dalla moglie Silvana e dai figli Marco e Anna, sottolinea come i tour tra i filari — nati timidamente anni fa — siano ormai diventati appuntamento quotidiano, a volte persino doppio, segno evidente di un interesse che va oltre il vino e abbraccia inclusione, accoglienza e responsabilità sociale.
Il nuovo “Vigneto Solidale”: simbolo di un cammino
Durante la cerimonia del taglio del nastro, gli ospiti ritroveranno volti che hanno accompagnato l’iniziativa fin dall’esordio e che ne hanno segnato la crescita, stagione dopo stagione. *Vedere quei filari numerati — dal primo al quattordicesimo — equivale a sfogliare le pagine di un diario scritto a più mani, in cui ogni vendemmia ha lasciato un segno tangibile di bene.* Dai pulmini donati lo scorso anno per il trasporto scolastico in Ghana ai progetti sanitari sostenuti in Italia, la cronologia del “Vigneto Solidale” testimonia come la beneficenza possa radicarsi nel territorio esattamente come le viti su cui matura il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.
In un recente viaggio a Nkwanta, Ernesto e la figlia Anna Balbinot hanno potuto constatare in prima persona l’impatto concreto dei fondi raccolti. «Ogni centesimo si trasforma in mattoni, medicinali, libri: niente va sprecato» hanno raccontato al loro rientro, più motivati che mai a proseguire lungo questa rotta di altruismo. Da qui la scelta di destinare l’intero ricavato 2025 alla costruzione di un edificio scolastico: «L’istruzione, come ricorda sempre Padre Peppino, è la chiave per uscire dalla povertà». Questa convinzione funge da bussola morale per l’intera cantina, dove il lavoro tra barriques e autoclavi convive con un impegno sociale quotidiano.
Programma tra musica, gusto e sorrisi
Oltre alla raccolta dell’uva, la giornata propone un calendario fitto di momenti conviviali. Sul palcoscenico allestito in mezzo ai vigneti saliranno i Riflesso di Ferrara, già applauditi dal pubblico televisivo di “The Band” su Rai 1, che offriranno un repertorio capace di fondere pop e melodie d’autore con un approccio energico e coinvolgente. Non mancheranno gli spettacoli di burattini pensati per i più piccoli, mentre per gli adulti sarà possibile partecipare a visite guidate in cantina, scoprendo i segreti delle vinificazioni e degustando il risultato di queste colline Patrimonio Unesco. *La musica live, le risate dei bambini, il profumo del mosto appena fatto: ogni dettaglio è pensato per risvegliare i sensi e rafforzare l’empatia tra i partecipanti.*
Prima del pranzo, verrà servito un aperitivo che celebra le eccellenze gastronomiche del territorio: il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Le Manzane accompagnerà i finger food di pesce firmati Ca’ del Poggio, abbinati ai formaggi artigianali della Latteria Perenzin. A rendere l’atmosfera ancora più frizzante ci penserà la Spritz Challenge – To Be Happy Edition, organizzata in collaborazione con la Distilleria Fratelli Brunello. Al termine della sfida verrà nominato l’“Ambasciatore del Sorriso”, titolo simbolico che racchiude lo spirito dell’evento: *ridere fa bene, farlo per una buona causa fa meglio ancora.* Per condividere l’esperienza sui social, l’hashtag ufficiale resta #vendemmiasolidale, invito digitale a moltiplicare l’eco di questo messaggio di generosità.
Un aiuto che attraversa il Mediterraneo
Il filo che unisce Veneto e Ghana è tessuto con storie di coraggio e laboriosità. Padre Peppino, presente simbolicamente in ogni filare, opera da oltre mezzo secolo per garantire istruzione e cure sanitarie dove mancano perfino matite e cerotti. *La costruzione della nuova scuola segna un salto di qualità: dalle piccole aule improvvisate sotto i tetti di lamiera si passa a spazi dignitosi, in grado di ospitare studenti di più classi e livelli.* Ecco perché la Vendemmia Solidale del 2025 assume un valore storico: gli ultimi grappoli conferiti in pressa diventeranno calcestruzzo e lavagne, rendendo reale ciò che oggi è ancora solo un progetto su carta.
Anche i visitatori che non possono partecipare fisicamente alla raccolta hanno la possibilità di contribuire attraverso donazioni libere, incastonando così un proprio tassello in questa catena virtuosa. La famiglia Balbinot, del resto, ha nel DNA l’idea di restituire al territorio e al mondo parte di ciò che il vino regala loro ogni giorno. *In un’era in cui la solidarietà rischia di diluirsi in slogan, qui la si tocca con mano: basta stringere un grappolo, assaggiare un calice, osservare un bambino che ride di fronte a un burattino per accorgersi che la beneficenza può essere anche gioia, leggerezza e festa.* Così, tra un brindisi e un sorriso, la collina trevigiana vibra di musica e di speranza, pronta a spedire quell’energia dall’altra parte del Mediterraneo, là dove una nuova scuola attende di schiudere le sue porte.
