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Salute, gioco patologico: presentato studio su strategia di...

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Salute, gioco patologico: presentato studio su strategia di autoesclusione fisica

Esperti Tor Vergata, 'un percorso di integrazione tra normativa, informazione e tecnologia'

Salute, gioco patologico: presentato studio su strategia di autoesclusione fisica

Dopo il primo significativo studio sul settore del gioco pubblico in Italia, dell'anno scorso, il Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale dell'Università Tor Vergata ha presentato questa mattina a Roma i dati di 'Strategia di esclusione dal gioco fisico', una misura preventiva mirata a proteggere i giocatori a rischio di sviluppare problemi legati al gioco patologico. Si tratta di un ulteriore passo avanti rispetto al precedente lavoro che aveva già delineato la necessità di un Registro unico delle esclusioni (Rue) per tutte le forme di gioco, non limitandosi a quello online.

"Il Gruppo ricerca 'Diritti e salute del giocatore-consumatore' dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nato con lo scopo di studiare strategie per la tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili, del giocatore consumatore e prevenire i fenomeni di disturbo da gioco d'azzardo (Dga) - afferma Giulia Donadel, del Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale - conclude il secondo anno di studio. Il Gruppo presenta proposte di integrazione secondo la Legge del 09/08/2023 n. 111, che prevede il rafforzamento dei meccanismi di autoesclusione dal gioco. A questo scopo viene presentato un percorso di integrazione tra normativa, informazione e tecnologia che prevede il coinvolgimento del consumatore-giocatore attraverso un processo di graduale potenziamento verso la presa di coscienza, con l'autoesclusione dal gioco fisico, e al contempo un ambiente di gioco sicuro e consapevole. L'obiettivo - continua - è la realizzazione di un portale di 'auto-esclusione inclusiva' come strumento con cui veicolare le politiche di prevenzione, in cui è necessaria la 'collaborazione pubblica' nella corretta gestione legata all'autoesclusione mediante l'utilizzo di strumenti digitali, con tecnologie che possono avvalersi dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale per l'integrazione e l'analisi di dati atti a prevenire i fenomeni di disturbi da gioco d'azzardo e del gioco minorile".

La ricerca approfondisce le modalità operative e tecnologiche per attuare efficacemente questa strategia, evidenziando i benefici attesi e gli impatti potenziali. La rete fisica di gioco in Italia - si legge in una nota - è stata analizzata in dettaglio per comprendere le dinamiche di accesso al gioco e le specifiche necessità di regolamentazione. L'analisi del 'customer journey' ha permesso di identificare i principali punti di contatto tra il giocatore e l'ambiente di gioco, cruciali per l'attuazione delle misure di autoesclusione. "La ricerca - aggiunge Laura D'Angeli, componente del Gruppo ricerche diritti e salute del giocatore-consumatore - pone al centro il consumatore-giocatore e il suo empowerment, promuovendo il rafforzamento degli strumenti e delle iniziative informative per supportare un percorso consapevole di gioco. L'analisi approfondita del 'customer journey' ha consentito di individuare i principali momenti di interazione tra il giocatore e l'ambiente di gioco, contribuendo a sviluppare una visione olistica dell'autoesclusione".

Un aspetto centrale della ricerca è l'importanza della scelta volontaria di autoesclusione da parte del giocatore, non solo protegge i giocatori vulnerabili, ma per abilitare anche l'utilizzo dei loro dati personali per il monitoraggio e l'invio di avvisi. Le tecnologie mobili come smartphone e tablet o accessi web possono giocare un ruolo chiave permettendo un controllo continuo e discreto, con l'obiettivo di garantire un gioco più sicuro e consapevole. Questi sistemi possono gestire i dati personali in modo sicuro, stabilendo lo stato di autoesclusione dei giocatori in tempo reale.

"L'ampliamento del sistema dell'autoesclusione al gioco fisico - sottolinea Cristiano Iurilli, responsabile Area legale del Gruppo ricerche diritti e salute del giocatore-consumatore - deve considerarsi un passo fondamentale per implementare una adeguata strategia volta a prevenire ed intercettare per tempo eventuali problematiche di gioco patologico o problematico. Con questa ricerca non solo l'Università di Tor Vergata vuole offrire al legislatore e al regolatore strumenti concreti per una revisione dell'attuale sistema di autoesclusione, oggi limitato al gioco online, ma si propone quale Osservatorio nazionale sull'autoesclusione per monitorare, nel continuum, il fenomeno e dunque offrire validi strumenti conoscitivi, interpretativi ed applicativi allo Stato, ai giocatori ed ai concessionari". A tale proposito, "la realizzazione di un framework di autoesclusione efficace, rispettoso dei diritti individuali e socialmente sostenibile - osserva Roberto Basili, del Dipartimento di Ingegneria dell'impresa - prevede una significativa base tecnologica in grado di garantire il giusto equilibrio tra automazione, fruibilità ed eticità. Le reti di telecomunicazione esistenti possono essere sfruttate da diversi servizi intelligenti per la gestione del flusso di dati necessario al supporto dell'autoescluso, rispettando la sua privacy e garantendo accuratezza. Nel progetto sono state studiate soluzioni applicabili e sostenibili, sfruttando le infrastrutture esistenti e le recenti innovazioni garantite dall'intelligenza artificiale".

In sintesi, lo studio propone un quadro normativo-regolatorio che definisce i principali aspetti funzionali della strategia di esclusione, sottolineando l'importanza della comunicazione e dell'informazione al consumatore.

"L'introduzione di misure di autoesclusione nel gioco fisico - rimarca Elisabetta Poso, direttrice dell'Ufficio Adì di Adm - rappresenterebbe una importante opportunità nell'ottica della prevenzione e riduzione del gioco compulsivo e patologico. L'Agenzia ha estremo interesse ad approfondirne la fattibilità e gli impatti. Tra le interessanti soluzioni scaturite dallo studio che viene oggi presentato, emerge che l'impiego della tecnologia, unito alla rigorosa protezione dei dati personali, potrebbe consentire l'introduzione dell'autoesclusione nel gioco fisico contemperando insieme l'esigenza di tutela della salute per i giocatori problematici con la possibilità, consentita alla generalità dei giocatori, di praticare il gioco come forma di intrattenimento fisiologica e consapevole. Infine, una più efficace strategia di comunicazione sarebbe sicuramente importante ai fini di una maggiore conoscenza dell'esistenza di questo utile strumento, presente nel gioco a distanza già da anni, e ne rafforzerebbe la diffusione e l’efficacia".

Come ricorda Mario Lollobrigida, direttore Giochi di Adm, "tra i principi dell'articolo 15 della legge 111 del 2023, vi è quello del rafforzamento dei meccanismi di autoesclusione dal gioco, anche sulla base di un registro nazionale al quale possono iscriversi i soggetti che chiedono di essere esclusi dalla partecipazione in qualsiasi forma ai giochi con vincita in denaro. L'autoesclusione deve svolgere un ruolo importante nella prevenzione dei disturbi da gioco d'azzardo assumendo un ruolo fondamentale nella promozione del gioco d’azzardo consapevole. Già ora, per il gioco online costituisce un importante presidio di sicurezza per i giocatori. Per i concessionari - conclude Lollobrigida - regole forti in tema di autoesclusione anche sul gioco fisico potranno divenire un obbligo legale costituendo ancor prima una precisa scelta etica. L'Agenzia apprezza le proposte scaturite dalla ricerca sottolineando l'importanza dell'informazione degli utenti e la necessità di strumenti semplici che si concilino con l'esigenza di garantire comunque la sfera di privacy dei giocatori".

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Economia

Dal Fabbro (Iren): “Hub RigeneRare utile per analisi...

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"Il tema della dipendenza dei materiali critici è sicurezza nazionale"

Dal Fabbro (Iren):

E' un hub che "serve a tre funzioni: la prima quella di aprire il dibattito su queste materie, che sono ancora poco illuminate dal punto di vista dell'analisi e della ricerca. La seconda funzione è quella di fare degli studi e delle analisi per capire come il nostro sistema industriale, che continua ad essere il secondo sistema industriale europeo, può beneficiare soprattutto dell’European Critical Raw Materials Act, che impone obiettivi di riciclo, di estrazione e di raffinazione. Infine, la terza funzione è creare un vero e proprio network di aziende che producono tecnologia, che lavorano le materie, che estraggono e che le raffinano. I numeri sono in forte dipendenza dall'Europa, ma anche dagli Stati Uniti. Quando avvenne la crisi della guerra russo-ucraina, dovemmo sostituire il 30% di greggio che veniva dalla Russia con gas e greggio provenienti da altri Paesi”. Lo ha sottolineato Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo del Gruppo Iren, intervenuto oggi alla Camera dei Deputati durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo Hub del Gruppo Iren, RigeneRare, una piattaforma che si propone come punto di riferimento nazionale per lo sviluppo sostenibile della filiera del riciclo delle materie prime critiche che guarda all’implementazione di una strategia per garantirne un approvvigionamento sicuro, diversificato, economicamente sostenibile e di lungo periodo.

“Noi - ricorda - dipendiamo dalla Cina per il 100% di tutte le terre rare e pesanti, per l'80% delle terre rare e leggere, e per il 56% di tutti i materiali critici che vengono dalla Cina, appunto, per la nostra industria. Il che significherebbe che più del 50% del Prodotto Interno Lordo dell'industria italiana dipendente dai materiali critici si fermerebbe, se ci fosse una crisi con la Cina. Le industrie di riferimento sono l'aerospazio, la difesa, l’elettromedicale, il digitale. Si tratta, quindi, del business, tra i più strategici di cui disponiamo e che produciamo".

"Il tema della dipendenza dei materiali critici è sicurezza nazionale, sovranità nazionale ed è sicurezza europea - spiega Dal Fabbro - L'Europa, con l’European Critical Raw Materials Act di marzo 2023 ha iniziato a discuterlo, ma ora è necessario passare alla pratica, creando una comunità di portatori di interessi. Se c'è un'area dove l'Italia può fare da leader è sicuramente nel campo del riciclo, dove si trovano aziende a vario titolo che dispongono di tecnologia, impianti e capacità di riciclare”. “Pensate che oggi, con una decina di impianti potremmo recuperare più del 30% di molti dei materiali critici che ci servono. Non sono tutti e 34 i materiali critici di cui ha bisogno un sistema Paese, ma molti meno, circa 5 o 6. Su questi occorre concentrare l'attenzione: argento, rame (anche se non è materiale critico è molto importante), oro e platino. Questi quattro sono essenziali per le nostre imprese e per tutto ciò che è transizione energetica”, conclude.

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Economia

Energia, Ey: +40% nuove installazioni Rinnovabili

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Entro 2030 +1025% capacità stoccaggio a batteria

Energia, Ey: +40% nuove installazioni Rinnovabili

Secondo i principali risultati emersi dalla 63° edizione del report EY Renewable Energy Country Attractiveness Index (RECAI), che classifica i primi 40 Paesi al mondo per attrattività di investimenti e opportunità di sviluppo nel settore delle energie rinnovabili, è necessario accelerare sul percorso lungo la transizione energetica in quanto gli investimenti realizzati rimangono al di sotto di quanto necessario per raggiungere l'obiettivo della COP28 di triplicare la capacità di energia rinnovabile entro il 2030. Questo nonostante il picco di investimenti in energia green dell'anno scorso, che ha raggiunto i 1800 miliardi di dollari, inclusi 660 miliardi destinati alle rinnovabili.

Nella presente edizione del RECAI, Stati Uniti, Cina e Germania sono sul podio e seguono Francia, Australia, Regno Unito, India, Danimarca, Canada e Giappone. L’Italia migliora la propria posizione, salendo al 13° posto. Nel Paese, nel primo semestre 2024 sono stati installati 3,7 GW di nuovi impianti rinnovabili, con il fotovoltaico che copre quasi il 90% delle nuove installazioni con 3,3 GW, seguito dall’eolico con circa 360 MW, da bioenergie e idroelettrico che insieme coprono circa 20 MW. Il confronto tra il primo semestre 2023 e il primo semestre 2024 conferma un importante incremento della nuova potenza installata da fonti rinnovabili che è stata del 41%.

Anche l’impegno prefissato sulle comunità energetiche, grazie al decreto sulle CER (Comunità energetiche rinnovabili) che stanzia 5,7 miliardi di euro per la loro istituzione, ha contribuito a rafforzare la diffusione di rinnovabili di piccola taglia e quindi il posizionamento dell’Italia nel ranking. Tuttavia, per raggiungere gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) del 2030, che prevedono circa 130 GW di potenza rinnovabile installata, l'Italia deve accelerare.

Con la previsione di un aumento della domanda di elettricità di 1,7 volte entro il 2050, i sistemi di accumulo di energia tramite batterie (BESS) sono essenziali per gestire l'intermittenza delle energie rinnovabili e per immagazzinare l'energia in eccesso. I BESS acquisiranno un ruolo sempre più strategico anche nel medio-lungo periodo. A questo proposito, secondo le stime di EY la capacità dei BESS crescerà passando da 160 GWh a 1800 GWh entro il 2030 (una crescita di oltre 10 volte).I progressi compiuti dall'Italia nel mercato BESS hanno svolto un ruolo cruciale nella transizione energetico. Infatti, nel ranking appositamente creato per il mercato BESS, il Paese si classifica al 6° posto nell’indice mondiale e sono previste gare di stoccaggio per 71GWh (da 12 GW a 15GW) entro il 2030, da qui l’importanza nell'istituire un quadro regolamentato ottimale per potenziare lo sviluppo italiano di tali sistemi.

L’Italia punta a un significativo sviluppo nell’ambito dei BESS, con l'obiettivo di raggiungere 71 GWh di capacità entro il 2030. Vari i modelli di applicazione, che spaziano da modelli a mercato con i relativi di rischio prezzo e volume, fino a modelli fortemente infrastrutturali e regolati. Soprattutto per questi ultimi si pone la necessità di un quadro normativo robusto: proprio per soddisfare questa necessità si è stato avviato il modello di regolazione MACSE (Mercato a termine degli stoccaggi). Infine, un fattore che diventa fondamentale per tutte le batterie è l’evoluzione e la competizione tecnologica: oltre alle oramai tradizionali batterie al litio, stanno emergendo nuove soluzioni, come le batterie a flusso di vanadio e al sodio-ione, che grazie alle loro performance e costi attesi promettono di trasformare nei prossimi anni il mercato dello storage energetico.

Giacomo Chiavari, EY Europe West Strategy and Transactions Energy Leader, commenta: "L'Italia ha fatto progressi significativi nel settore delle rinnovabili, ma questo slancio deve continuare e intensificarsi. Con i nuovi decreti FER X e FER 2, abbiamo l'opportunità di accelerare sul percorso della transizione energetica e di avvicinarci agli obiettivi prefissati a livello nazionale. Ma per farlo, sarà necessario non solo aumentare il numero di installazioni, ma anche sfruttare le opportunità tecnologiche. In particolare, bisogna guardare con occhio attento l’opportunità dello stoccaggio, fattore stabilizzante della rete che permetterà un ingresso più controllato della nuova capacità rinnovabile. Per sfruttare il potenziale dei BESS, è fondamentale l'impegno di tutti gli stakeholder. Innovazione da parte dei produttori della tecnologia (per garantirne competitività), partnership strategiche, per condividere necessità e competenze che questo nuovo ramo di investimenti si porta dietro, e una gestione attenta dei rischi, sono elementi chiave per consolidare lo sviluppo di questi sistemi e per realizzare un futuro realmente sostenibile e resiliente".

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Economia

Urso: “Importante hub riciclo Iren, bisogna essere...

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"L'autonomia sulle materie prime critiche è strategica: l'Europa deve essere più indipendente"

Urso:

"Quella di un hub per il riciclo delle materie prime critiche è una iniziativa importante e significativa nel quadro di una politica stretegica che l'Italia, con l'Europa, ha deciso di realizzare con un regolamento già in vigore" e al quale è stato affiancato "un dl sulle materie prime critiche in corso di esame che sarà convertito entro i primi giorni di agosto". Lo ha sottolineato il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo in occasione della presentazione del nuovo Hub per il recupero di materie prime e metalli preziosi di Iren.

Urso ha ricordato come "il decreto legge, in sintonia con il regolamento Ue, apporta significative modifiche" alle normative "per consentire al nostro paese di essere all'avanguardia". Peraltro, ha aggiunto, sul riciclo all'Europa "noi abbiamo chiesto più ambizione", perché "l'autonomia sulle materie prime critiche è strategica: l'Europa deve essere più indipendente". Noi - ha concluso - "vogliamo fare dell'Italia un grande paese di tecnologia green e digitale".

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