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Ucraina, ambasciatore russo incontra il Papa:...

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Ucraina, ambasciatore russo incontra il Papa: “Discussa proposta pace di Putin”

Bergoglio ha ricevuto in udienza Ivan Soltanovsky

Papa Francesco e l'ambasciatore Ivan Soltanovsky in un precedente incontro (Fotogramma/Ipa)

Il Papa stamani ha ricevuto in udienza Ivan Soltanovsky, ambasciatore della Federazione Russa presso la Santa Sede. Lo fa sapere il Vaticano.

Al centro del colloquio, la proposta avanzata dal presidente russo, Vladimir Putin, per una soluzione della crisi in Ucraina, secondo quanto ha reso noto lo stesso rappresentante diplomatico russo, stando a quanto riporta l'agenzia Ria Novosti.

"Abbiamo discusso della questione ucraina, comprese le condizioni per una soluzione pacifica" espresse di recente da Putin e "ho espresso gratitudine al Pontefice per la sua posizione costantemente equilibrata", ha fatto sapere l'ambasciatore, riferendosi alla proposta del leader russo che prevede, tra l'altro, il riconoscimento internazionale dei territori ucraini occupati dalla Russia (Crimea, Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia) oltre all'abolizione delle sanzioni anti-russe.

L'ambasciatore ha quindi osservato che Francesco è alla costante ricerca di una soluzione diplomatica, "comprendendo la complessità del conflitto internazionale". Il Papa e Soltanovsky hanno anche rimarcato il ruolo dell'inviato del Pontefice in Ucraina, il cardinale Matteo Zuppi, "nella risoluzione di tutta una serie di questioni umanitarie".

Il diplomatico ha infine evidenziato che "il Vaticano si rende conto dell'inutilità del processo di pace senza la partecipazione della Russia", esprimendo la disponibilità a continuare un dialogo "regolare e confidenziale tra la Russia e la Santa Sede".

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Usa, Trump: “Biden fatto fuori con golpe interno ai...

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Per il Tycoon "Obama, Pelosi e qualche altro l'hanno costretto ad uscire dalla corsa". Con Harris si riduce il vantaggio in stati chiave

Usa, Trump:

Quello contro Biden "credo che sia stato un golpe. Non volevano che si candidasse, era indietro nei sondaggi e pensavano che avrebbe perso: sono andati da lui gli hanno detto 'non puoi vincere', cosa che penso sia vera". Così Donald Trump, intervistato oggi da 'Fox & Friends', afferma di avere "buone informazioni" per descrivere il ritiro del presidente Usa dalla corsa per la Casa Bianca come un "golpe" interno ai dem.

"Conosco molte persone anche dall'altra parte - ha continuato riferendosi al partito democratico - sono andati e l'hanno costretto ad uscire dalla corsa, Obama, Pelosi e qualche altro che vedete in televisione. La cosa interessante è che in tv sono così carini, 'Oh sì, noi amiamo Joe', ma dietro le quinte so per certo che sono stati brutali".

Rispondendo ad una domanda riguardo alle proteste di ieri a Washington contro la visita di Benjamin Netanyahu durante le quali è stata anche bruciata una bandiera americana, Trump ha poi promesso che una condanna ad un anno di prigione per chi compie tale gesto. "Dovresti essere condannato ad un anno di carcere se dissacri la bandiera americana. E gli stupidi diranno è incostituzionale", ha aggiunto l'ex presidente e candidato repubblicano alla Casa Bianca.

Effettivamente una sentenza della Corte Suprema del 1989 ha stabilito che l'atto di bruciare la bandiera americana è costituzionalmente protetto dal primo emendamento che sancisce la libertà di espressione. Secondo Trump, "dobbiamo lavorare con il Congresso per una sentenza di un anno: se si permette di calpestare la bandiera, spargere liquido infiammabile e accendere il fuoco.....se invece si fissa un anno di prigione non vedremo più queste scene".

Quanto alla guerra a Gaza, Netanyahu la deve "far finire in fretta, perché li stanno uccidendo con questa pubblicità". "Lo Stato di Israele non è molto bravo con le Pr", ha poi aggiunto il tycoon - che domani incontrerà a Mar a Lago il premier israeliano che oggi è alla Casa Bianca - ricordando che Israele "deve riprendersi il suoi ostaggi" anche se crede che "molti di loro, forse, sono morti".

"Il 7 ottobre non sarebbe mai successo se io fossi stato presidente. Nessuna possibilità, l'Iran era sul lastrico, non avevano soldi per Hamas o Hezbollah", ha detto ancora Trump.

Con Harris si riduce il vantaggio in stati chiave

Intanto con l'ingresso nella corsa di Kamala Harris si riduce il vantaggio di Donald Trump in diversi stati chiave. E' quanto emerge dal sondaggio di Emerson College Polling e The Hill, secondo il quale l'ex presidente solo in Arizona mantiene un solido vantaggio di 5 punti (49 a 44%), mentre in Georgia e in Pennsylvania scende a 2 (48 a 46%), in Michigan ad un punto (46 a 45%).

Ed in Wisconsin, dove si è da poco conclusa la convention repubblicana e dove Harris ha tenuto il suo primo comizio da candidati, i due sono alla pari, entrambi al 7%. D'altra parte, in ogni stato, a parte l'Arizona, lo scarto tra i due così piccolo che i sondaggisti considerano i duelli al momento un testa a testa.

Dai numeri emerge quindi come da domenica ad oggi, l'entrata in campo di Harris abbia cambiato la situazione negli stati chiave: in un sondaggio analogo pubblicato all'inizio del mese Trump aveva un vantaggio di 5 punti su Biden in Georgia, di 4 in Wisconsin, di 3 in Michigan e Pennsylvania. E' quindi arretrato ovunque, tranne che in Arizona dove il vantaggio è passato da 4 a 5 punti.

Con Harris è nettamente migliorata anche la posizione del ticket democratico a livello nazionale: secondo una stima di diversi poll fatti da The Hill e Decision Desk HQ, Trump a ieri era in testa di due punti su Harris, 48 contro 46%. Un vantaggio dimezzato rispetto al 47 contro il 43% che si registrava nelle ultime battute del duello Trump-Biden.

"Harris ha recuperato una porzione di voti che erano stati persi dopo il disastro del dibattito del 27 giugno, ora i suoi numeri riflettono il sostegno che Biden aveva lo scorso marzo" è l'analisi di Spencer Kimball, direttore esecutivo di Emerson College Polling, che sottolinea come la vice presidente stia soprattutto intercettando il sostegno dei giovani.

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Israele, Harris condanna le proteste pro-Gaza: “Gesti...

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La vice presidente Usa ringrazia Biden e promette battaglia: "È lotta per libertà fondamentali". Si riduce il vantaggio di Trump negli stati chiave

La vicepresidente degli Stati Uniti d'America Kamala Harris - (Afp)

Kamala Harris ringrazia il presidente Joe Biden e condanna le violenze durante le proteste contro la visita di Benjamin Netanyau al Congresso Usa. Parlando stamani a Houston, in Texas, davanti ad una platea di sindacalisti del settore scuola, la vicepresidente degli Stati Uniti d'America ha riconosciuto che "ieri sera il nostro presidente si è rivolto alla nazione. E ha mostrato ancora una volta che cos'è la vera leadership".

"Pensa e parla del suo lavoro - ha continuato Harris - comprendendo cosa significhi per ciò che facciamo ora e come ciò avrà un impatto sul futuro. Pensa alla nostra storia, nel contesto dell'importanza del lavoro che svolgiamo ora e nel futuro. Negli ultimi tre anni e mezzo e durante tutta la sua carriera, Joe ha guidato con grazia e forza, visione audace e profonda compassione", ha affermato.

Harris ha poi spiegato che "quando i sindacati sono forti, l’America è forte. Noi vogliamo vietare le armi d'assalto e loro vogliono vietare i libri. Siamo in lotta per le nostre libertà più fondamentali e a questa sala di leader dico: 'bring it on', fatevi sotto". La platea ha preso a cantare "Bring it on". Harris ha continuato: "Crediamo nel nostro Paese. Crediamo nella sua promessa di libertà... quindi siamo in lotta. Come tutti sappiamo, ognuno di noi nel nostro paese deve affrontare una domanda: in che tipo di Paese vogliamo vivere?", ha domandato.

Condanna proteste anti-Israele

"A Union Station di Washington - ha poi detto riferendosi alle proteste pro Gaza - abbiamo assistito a spregevoli azioni da parte di dimostranti anti-patriottici e pieni di pericolosa retorica d'odio". "Condanno ogni associazione individuale con l'organizzazione di brutale assassini come Hamas che è impegnata a distruggere lo stato di Israele e uccidere ebrei - ha continuato la nuova candidata dem in pectore alla Casa Bianca - le scritte pro Hamas e la retorica sono orribili e non dobbiamo tollerarle come nazione".

"Condanno i roghi con la bandiera americana, simbolo dei nostri ideali più elevati come nazione che rappresenta la promessa dell'America, non dovrebbe mai essere dissacrata", ha detto ancora la vice presidente. "Sostengo i diritto alla protesta pacifica ma siamo chiari: antisemitismo, odio e violenza di ogni tipo non hanno posto nella nostra nazione", ha concluso.

Prima della dichiarazione della vice presidente Harris, anche il vice portavoce della Casa Bianca aveva condannato le "vergognose" proteste scoppiate a Union Station mentre Netanyahu parlava al Congresso. "Identificarsi con organizzazioni votate al male come Hamas, bruciare la bandiera americana o rimuoverla con la forza è una vergogna - ha detto Andrew Bates - l'antisemitismo e la violenza non sono mai accettabili. Punto. Ogni americano ha il diritto a protestare pacificamente, ma purtroppo oggi non tutti hanno dimostrato in modo pacifico".

Le condanne da parte della Casa Bianca e di esponenti democratici alle proteste anti-Israele arrivano dopo che circa metà di democratici, sia deputati che senatori, hanno disertato il discorso del premier israeliano che si è scagliato contro chi da mesi negli Stati Uniti protesta contro il modo in cui Israele sta conducendo la lotta a Gaza, accusandoli di essere schierati con "il male e gli assassini di Hamas", invitandoli a "vergognarsi" e tacciandoli com "gli utili idioti dell'Iran".

Tra i democratici che hanno disertato il discorso di Netanyahu, l'ex Speaker Nanc Pelosi che ha definito il suo discorso "come di gran lunga il peggiore mai pronunciato da un leader straniero a cui è stato dato l'onore e il privilegio di parlare al Congresso".

Con Harris si riduce il vantaggio di Trump in stati chiave

Inatanto secondo quanto emerge dal sondaggio di Emerson College Polling e The Hill, con l'ingresso nella corsa di Kamala Harris si riduce il vantaggio di Donald Trump in diversi stati chiave. L'ex presidente solo in Arizona mantiene un solido vantaggio di 5 punti (49 a 44%), mentre in Georgia e in Pennsylvania scende a 2 (48 a 46%), in Michigan ad un punto (46 a 45%).

Ed in Wisconsin, dove si è da poco conclusa la convention repubblicana e dove Harris ha tenuto il suo primo comizio da candidati, i due sono alla pari, entrambi al 7%. D'altra parte, in ogni stato, a parte l'Arizona, lo scarto tra i due così piccolo che i sondaggisti considerano i duelli al momento un testa a testa.

Dai numeri emerge quindi come da domenica ad oggi, l'entrata in campo di Harris abbia cambiato la situazione negli stati chiave: in un sondaggio analogo pubblicato all'inizio del mese Trump aveva un vantaggio di 5 punti su Biden in Georgia, di 4 in Wisconsin, di 3 in Michigan e Pennsylvania. E' quindi arretrato ovunque, tranne che in Arizona dove il vantaggio è passato da 4 a 5 punti.

Con Harris è nettamente migliorata anche la posizione del ticket democratico a livello nazionale: secondo una stima di diversi poll fatti da The Hill e Decision Desk HQ, Trump a ieri era in testa di due punti su Harris, 48 contro 46%. Un vantaggio dimezzato rispetto al 47 contro il 43% che si registrava nelle ultime battute del duello Trump-Biden.

"Harris ha recuperato una porzione di voti che erano stati persi dopo il disastro del dibattito del 27 giugno, ora i suoi numeri riflettono il sostegno che Biden aveva lo scorso marzo" è l'analisi di Spencer Kimball, direttore esecutivo di Emerson College Polling, che sottolinea come la vice presidente stia soprattutto intercettando il sostegno dei giovani.

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Vance e ‘la gattara’ Harris, la reazione di...

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Continua a far discutere la presa di posizione contro le donne senza figli del potenziale prossimo vicepresidente degli Stati Uniti

Jennifer Aniston  - FOTOGRAMMA

Continua a fare rumore la pessima uscita del vicepresidente in pectore degli Stati Uniti JD Vance che ha definito una 'gattara infelice' Kamala Harris per il solo fatto di non avere figli naturali. Le polemiche sono nate quando, nelle ultime ore, una vecchia intervista a Fox News è tornata virale sui social network.

La vicepresidente degli Stati Uniti, ora in corsa per la Casa Bianca, e tutte le donne che non sono madri vengono apostrofate come “un gruppo di gattare, che sono infelici nella propria vita” e che “vogliono rendere il resto del Paese altrettanto infelice”. Non solo. Non ha senso, secondo la 'dottrina' Vance, consegnare il Paese a persone senza figli come Kamala Harris perché “non hanno realmente un interesse diretto” nel costruirne il futuro.

Hillary Clinton ha condiviso la stessa clip su X commentando ironicamente: "Che ragazzo normale e con cui è facile relazionarsi, che di certo non odia le libertà delle donne".

Jennifer Aniston, ha usato invece una storia su Instagram: "Non posso davvero credere che queste parole vengano da un potenziale vicepresidente degli Stati Uniti. Tutto quello che posso dire è... Mr. Vance, prego che tua figlia abbia la fortuna di avere dei figli un giorno. Spero che non avrà bisogno di ricorrere alla fecondazione in vitro come seconda opzione. Perché stai cercando di portarle via anche questo".

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