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Tra maternità e disabilità: la storia di Giulia La Marca,...

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Tra maternità e disabilità: la storia di Giulia La Marca, mamma bis

Giulia La Marca è un’influencer e psicologa, originaria di Torino, che sui social vanta oltre mezzo milione di follower. Insieme al marito Andrea Decarlini, gira il mondo raccontando ai suoi “seguaci” posti sensazionali da ogni dove. Negli ultimi anni, con loro, anche la piccola Sophie, nata nel 2021. Fino a qui nulla di particolare, se non che Giulia vive la sua vita, in seguito ad un incidente in scooter, su una sedia a rotelle e che tra qualche mese, a percorrere i loro amati viaggi, non saranno più in tre, ma in quattro. Giulia è in dolce attesa e oggi ha rivelato che è in arrivo un maschietto. Ecco la storia di forza e determinazione di una maternità oltre i limiti.

L’incidente

“Correva l’anno 2011 e io avevo appena fatto l’incidente – racconta Giulia su Instagram -. Il mio incidente è stato in scooter, siamo scivolati e mi sono rotta la testa. Andrea (il marito, ndr) era uno studente di fisioterapia, io una paziente. All’epoca io ero fidanzata con il ragazzo con cui avevo avuto l’incidente e lui anche aveva una ragazza. La mia relazione degenera quando il mio ragazzo sosteneva che non tornassi a camminare per la mancanza di forza di volontà. E quando si lascia anche Andrea, mi scrive e il 2 marzo 2012 andiamo per la prima volta insieme ad un evento di motocross. Inizio a trascorrere del tempo con lui e i suoi coinquilini. Ha conosciuto la mia famiglia, ed è molto legato a mia sorella. E tra alti e bassi e la mia paura di impegnarmi in una relazione, Andrea mi da un ultimatum: o vieni a vivere con me o ci lasciamo. E così ho deciso di andare. Dopo le lauree abbiamo preso una casa. Poi il primo viaggio in Australia. Anche se lavoravamo abbiamo sempre viaggiato: era il mio modo di tornare ad essere felice”.

Tra Parigi e Cina, come spiega la creator sui social, è arrivata poi la proposta di matrimonio. Poi il viaggio di nozze in India. Poi lo Sri Lanka e i 1000 gradini da scalare, poi Machu Picchu, Borobudur e “dopo tanti anni abbiamo aperto un profilo social per raccontare i nostri viaggi. Dopo un aborto spontaneo, nel 2021 è nata Sophie”.

La notorietà

Giulia e suo marito Andrea sono due travel blogger, ma raccontano anche come si affrontano viaggi particolari in carrozzina, tra i (non) limiti che si possono trovare. La notorietà, però, non ha sempre e solo lati positivi e la vita con una disabilità – o reputata tale dalla maggior parte delle persone – può anche attirare lati negativi.

Il più noto è stato il caso al Salone del Mobile di Milano. “Cercavo parcheggio da un bel po’ come tutti, con la differenza che cercavo un parcheggio disabili avendo il tagliandino. Per un’ora e mezza ad ogni parcheggio incontrato chiedevamo se ci fossero posti disabili disponibili. Ci rispondevano: “I parcheggi sono pieni chiedi al prossimo” mentre dalla strada si vedevano alcuni parcheggi disabili liberi”. Giulia, con un filmato su Instagram, aveva raccontato negli scorsi mesi la discriminazione subita nei parcheggi di Rho Fiera, durante lo svolgimento dell’evento a Milano. I parcheggiatori le hanno di fatto negato l’accesso ai posti auto e uno di loro l’ha anche aggredita verbalmente dicendo: “Voi persone con disabilità dovete stare a casa, se siete malati non venite qui”. Dopo una serie di tentativi, l’influencer è riuscita a parcheggiare ma ha ribadito: “Trovo grave l’accaduto, sia le frasi ricevute sia il suo comportamento (se fossi stata da sola con mia figlia la situazione sarebbe stata ancora più grave), sia il fatto che una delle fiere più importanti che abbiamo non sia preparata ad accogliere visitatori con disabilità”.

Una disabilità che, per la voglia e la determinazione che Giulia mostra ogni giorni, per lei non è neanche da considerare tale. Dalla sessualità alla maternità, fino ai viaggi, Giulia condivide sui social tutto con estrema limpidezza, tra cui anche la sua ultima gravidanza.

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Un post condiviso da Giulia Lamarca (@giulialamarca)

L’annuncio di un secondo figlio

Tremava con un test di gravidanza coreano e positivo tra le mani: “È andata così – scrive la psicologa e influencer sui social nelle scorse settimane -. Eravamo in Corea del Sud, stavamo facendo un on the road in macchina. Avevo un ritardo di qualche giorno, quasi una settimana, ma avevamo già fatto un test qualche giorno prima perché dovevo capire se continuare la terapia o no ed era risultato negativo”. E continua: “Però sentivo qualcosa di diverso, sentivo un amore più grande verso un po’ tutti. In più avevo sempre voglia di comprare vestiti per Sophie o per ipotetici altri bambini. Insomma, iniziavo a chiedermi il come mai di quelle sensazioni. Alla fine, compriamo un test e poco prima di prendere la funivia per la montagna sono andata in bagno e l’ho fatto! Poi mi sono venuti dei dubbi perché il test era in coreano e magari stavo leggendo male il risultato. Ero così stranita che tremavo tutta! Da lì, ci siamo goduti questo viaggio con lentezza, assaporando questi momenti in tre ma anche già in quattro”.

Un annuncio che le è costato qualche commento negativo. In molti, infatti, sostengono che la disabilità può “rovinare” il futuro dei suoi figli, così come, in generale, annunciare una gravidanza mentre la si scopre, significa “togliere intimità ad uno dei momenti più importanti della vostra vita”. Intanto oggi la notizia condivisa con i fan dell’arrivo di un maschietto ha commosso tutti.

Maternità e disabilità

Critiche a parte, la vera forza di Giulia e Andrea sta nel portare un messaggio importante a chiunque viva la sua stessa condizione fisica: “Una maternità con una disabilità? Si può fare! Fate attenzione ai primi mesi, perché possono essere i più difficili – hanno raccontato più volte i due -. È più complessa la gestione in casa che fuori: se deve alzarsi da seduta è più facile che lo faccia io – spiega Andrea -, mentre se c’è da passeggiare al parco posso tenerla per mano o in braccio io – continua Giulia -. Alcuni pediatri sconsigliano di allattare alle persone che hanno disabilità. Io ho scelto di farlo, è più stancante, ma consiglio di farlo se si può perché è stupendo”.

Per tutto il resto vige il buon senso di “sopravvivenza”. Nessuno nasce con il libretto delle istruzioni del buon genitore e in base alle necessità e all’occorrenza si prodiga per rendere quanto più sana e felice la maternità, la genitorialità in generale e la crescita del proprio figlio che, nel caso di Giulia, saranno presto due.

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

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Europei di calcio 2024, boom della prostituzione in Germania

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Il mestiere più antico del mondo e lo sport (secondo alcuni) più bello del mondo. Un’accoppiata che non è forse la prima cosa che viene in mente pensando agli Europei di calcio, la cui conclusione dell’edizione 2024 è prevista domenica con la finale tra Inghilterra e Spagna, ma che pure sembra essere una realtà.

Pare infatti che in Germania oltre 100mila prostitute abbiano lavorato durante l’evento sportivo, 14mila venute appositamente. I dati sono del portale per servizi di escort tedesco Erobella, ma si uniscono a quanto previsto dalle stesse autorità delle città che hanno ospitato le partite, che già prima del fischio d’inizio parlavano di “un impatto significativo sui bordelli, in particolare sulla prostituzione alberghiera”.

Secondo la stampa tedesca, Francoforte, Stoccarda e Dortmund tra le altre si aspettavano un “onere pesante” per i bordelli locali.

Si trattava però di una presunzione logica, legata al fatto che grossi eventi, che richiamano molte persone, generalmente portano con sé anche una maggiore richiesta dei servizi delle sex workers. Aumentano infatti i potenziali ‘clienti’ che chiamano le escort per avere compagnia a cena o direttamente in stanza.

Prostituzione legale in Germania

Occorre ricordare che in Germania la prostituzione è legale, e normata, dal 2001, così come l’attività delle case d’appuntamenti. Il sex work è riconosciuto come una normale attività di lavoro, non più immorale, e le operatrici sono soggetti fiscali a tutti gli effetti, pagando le tasse e avendo accesso alle prestazioni sociali e all’assicurazione sanitaria.

La riforma eliminò il divieto di favoreggiamento della prostituzione e permise alle prostitute di ottenere un regolare contratto di lavoro, anche se la gran parte di loro opera in maniera autonoma. Hanno però l’obbligo di registrarsi, così come le case di appuntamenti in quanto imprese, senza bisogno di particolari autorizzazioni.

Ogni municipio può individuare zone nel suo territorio dove la prostituzione non è consentita. Ad esempio, a Berlino non esistono zone vietate, mentre a Monaco quasi tutto il centro lo è e altrove è proibita se esercitata per strada. La legge federale impone poi controlli sanitari obbligatori, la registrazione delle sex workers come tali, e alcuni Laender anche l’uso del preservativo, incluso quello orale.

L’obiettivo della riforma era quello di fornire anche alle lucciole tutele sanitarie, legali e assistenziali, e di arrivare a garantire una protezione dallo sfruttamento.

Sfruttatori e tratta di esseri umani

Il problema infatti è ampio: la maggior parte delle prostitute viene sfruttata da ‘protettori’ senza scrupoli e senza etica, o da centrali internazionali di traffico di esseri umani che in occasione di eventi di grosse dimensioni, ad esempio gli Europei, mettono su reti specifiche per far fronte – e lucrare – alle aumentate richieste. La maggior parte delle sex workers non a caso viene dall’Europa dell’Est. Alla base del fenomeno, di fatto, c’è la povertà.

Tuttavia non è facile contrastare il fenomeno. Già nel 2006 sempre in Germania per i Mondiali di Calcio erano attese 40mila lavoratrici del sesso e un aspetto che allora venne sottolineato dal Bundeskriminalamt, l’Fbi tedesca, come riportò il Corriere della Sera, fu proprio che “è difficile distinguere tra prostituzione legale e illegale”.

Nel 2019, in Germania c’erano circa 40mila lavoratrici del sesso legalmente registrate, ma moltissime non lo sono. Anche per questo la legge negli anni è stata criticata: lo stesso governo tedesco pubblicò nel 2007 un rapporto che svelava come solo un limitato numero di prostitute avesse poi concluso un regolare contratto di lavoro e che dunque le loro condizioni non erano cambiate di molto.

Ultimamente nel Paese si è parlato perciò di tornare a vietare la prostituzione, ed eventi come gli Europei potrebbero ridare fiato al dibattito.

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Popolazione, Onu: “10,3 miliardi di persone entro metà 2080”

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La popolazione mondiale raggiungerà il suo picco massimo entro la metà del 2080. Si tratta di una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 10,3 miliardi, rispetto agli 8,2 miliardi attuali. Si prevede, inoltre, che scenderà gradualmente raggiungendo i 10,2 miliardi entro il 2100, pari al 6% in meno rispetto a quanto previsto un decennio fa. I dati emergono dall’ultimo rapporto biennale delle Nazioni Uniti, “World Population Prospects”. Nel 2022 l’Onu aveva stimato che la popolazione mondiale avrebbe raggiunto il picco di 10,4 miliardi entro il 2080.

“In alcuni paesi, il tasso di natalità è ora persino più basso di quanto previsto in precedenza e stiamo anche assistendo a cali leggermente più rapidi in alcune regioni ad alta fertilità – ha affermato in una dichiarazione il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari economici e sociali, Li Junhua -. Il picco basso così precoce è un segnale di speranza. Ciò potrebbe significare una riduzione delle pressioni ambientali dovute agli impatti umani, grazie al consumo aggregato inferiore”.

Come cambierà la popolazione?

In media, a livello globale, le donne hanno un figlio in meno rispetto al 1990. In molti Paesi il numero medio di figli è sceso sotto 2,1, che segna il livello richiesto a una popolazione per mantenere una dimensione costante senza migrazione, noto anche come “tasso di sostituzione”. Tra i più in crisi ci sono Cina, Corea del Sud, Spagna e Italia con tassi di fertilità che l’Onu ha definito “ultra-bassi”.

Ma quindi quanti saremo sulla Terra? Il picco di popolazione di 63 paesi raggiunto fino ad oggi – tra cui Cina, Germania, Giappone e Russia -, diminuirà del 14% nei prossimi 30 anni. Se da un lato ci sono Paesi con popolazione in calo, altri registreranno numeri mai visti prima. Niger, Somalia, Repubblica Centrafricana e Repubblica Democratica del Congo, subiranno una “crescita molto rapida” destinata quasi a raddoppiare tra il 2024 e il 2054. Verso la metà del secolo, anche altri 126 paesi, tra cui Stati Uniti, India, Indonesia e Pakistan, raggiungeranno picchi elevati.

Focus sull’Europa

A riportare i dati dell’Europa, in occasione della Giornata mondiale della popolazione, è l’Eurostat che ha sottolineato quanto la ripresa delle migrazioni e l’asilo concesso ai rifugiati ucraini abbia contribuito all’incremento della popolazione europea.

Considerando un arco temporale più lungo, la popolazione dell’Ue è cresciuta da 354,5 milioni nel 1960 a 449,2 milioni a gennaio 2024, con un aumento di 94,7 milioni di persone. La popolazione dei singoli paesi dell’Ue variava da 0,6 milioni a Malta a 83,4 milioni in Germania.

Germania, Francia e Italia insieme comprendono quasi la metà (47%) della popolazione totale attuale dell’Ue.

Mentre la popolazione complessiva dell’Ue è aumentata nel 2024, non tutti gli Stati membri hanno registrato aumenti demografici significativi. In totale, sette paesi hanno registrato una diminuzione della popolazione tra gennaio 2023 e gennaio 2024, con le maggiori diminuzioni segnalate in Polonia (-132.800 persone), Grecia (-16.800) e Ungheria (-15.100). Sono stati osservati aumenti negli altri 20 paesi, con i maggiori in Spagna (+525.100), Germania (+330.000) e Francia (+229.000).

Aspettativa di vita

L’aspettativa di vita, inoltre, è tornata a crescere nel 2022, raggiungendo 83,3 anni per le donne e 77,9 anni per gli uomini. Questi livelli sono superiori a quelli del 2020, ma inferiori a quelli osservati nel 2019. Il divario di genere in diminuzione osservato durante i due decenni precedenti è stato in qualche modo invertito durante il Covid-19. Tuttavia, nel 2022 si è ridotto notevolmente di 5,4 anni.

Tra i paesi dell’Ue è la Spagna ad avere l’aspettativa di vita media più alta alla nascita (per entrambi i sessi) nel 2022 (a 83,2 anni), mentre la più bassa era in Bulgaria (74,2 anni). Le neonate avevano un’aspettativa di vita superiore a quella dei neonati in ogni paese dell’UE, con divari di genere particolarmente ampi nei paesi baltici: Lettonia (10,0 anni), Lituania ed Estonia (entrambe 8,7 anni). I divari più stretti erano nei Paesi Bassi (2,9 anni), Irlanda (3,3 anni) e Svezia (3,4 anni).

Mortalità

Nel 2022, ci sono stati 5,2 milioni di morti nell’Ue. Rispetto al 2019, il numero di morti nel 2022 era superiore di 505.000 in termini assoluti, con un aumento del 10,9%. La mortalità è stata minore nel 2022 rispetto al 2021 nella maggior parte dei paesi, compresi tutti i paesi dell’UE orientali e baltici, così come Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo. I maggiori cali della mortalità tra il 2021 e il 2022 sono stati in Bulgaria, Slovacchia e Romania e il maggior aumento in Finlandia. I tassi più alti di mortalità nel 2022 erano a Cipro (24,3%), Malta (18,4%) e Finlandia (17,0%). Al contrario, c’erano 10 paesi dell’UE in cui il numero di morti nel 2022 era inferiore al 10,0% rispetto alla media di base per il periodo 2016-19. I tassi di mortalità più bassi sono stati registrati in Svezia (4,1%) e Romania (4,5%).

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Una donna di 63 anni e un ragazzo di 26 anni avranno un...

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Una donna di 63 anni e un ragazzo di 26 avranno un figlio grazie alla maternità surrogata. La storia di Quran McCain e di sua moglie Cheryl McGregor arriva dalla Georgia, Stati Uniti, e sta facendo il giro del mondo, provocando le reazioni più disparate. Dalla gioia dei romantici al grido di “l’amore non ha età” a chi ritiene eccessivi i 37 anni di differenza tra i due e “immorale” la scelta di avere un figlio tramite la maternità surrogata.

Quran e Cheryl avranno un figlio

Quran e Cheryl erano famosi già prima di questa notizia grazie al profilo TikTok di lei, seguito da 4,8 milioni di utenti. Adesso la coppia ha anche un profilo Onlyfans.

Gli haters si fanno sentire, ma ai due non importa: “In tanti mi scrivono che sembra che io stia uscendo con mia nonna, c’è tanto odio sui social. Questo non ci destabilizza, a fine giornata ci ritroviamo insieme ed è l’unica cosa che conta. Non può ferirci quello che dicono, noi sappiamo che non è vero. Ma soprattutto noi siamo felici”, ha detto Quran al Sun nel 2022.

I fan sono rimasti senza parole quando il 9 maggio scorso la coppia ha mostrato il test di gravidanza positivo, anche se a molti utenti è sembrato il test del Covid. Le immagini dell’ecografia, però, hanno cancellato qualsiasi dubbio: “Avrà il nostro bambino”, ha detto Cheryl riferendosi alla donna che sta portando avanti la gestazione, “Siamo così emozionati!”.

Circa un mese dopo, la coppia ha voluto dare un aggiornamento ai propri fan mostrando su TikTok una nuova ecografia dove la fisionomia del piccolo è più netta: “Abbiamo le foto del nostro figlio. Adesso ha davvero l’aspetto di un bambino ed è adorabile. La prossima settimana scopriamo il sesso. Sono pronta”, ha detto Cheryl. I test hanno rivelato che si tratterà di un bambino.

La donna è già madre di 7 figli e nonna di 17 nipoti e per la prima volta diventerà madre tramite maternità surrogata: “Finalmente sta accadendo, stiamo fondando la nostra famiglia”. La coppia ha fatto sapere che la loro madre surrogata era incinta ed erano stati dal medico con lei per ascoltare il battito cardiaco del bambino. “Sono così emozionato all’idea di diventare papà”, ha detto il giovane ragazzo.

Cheryl ha fornito l’ovulo alla madre surrogata, rimasta incinta con lo sperma di Quran, “Non vediamo l’ora, ne siamo molto entusiasti”, ha aggiunto la 63enne aspettando il momento del parto.

La maternità surrogata si è resa necessaria perché l’età impedisce alla donna di portare avanti una gravidanza, ma la coppia ci tiene a far sapere che la loro relazione sessuale va a gonfie vele.

@oliver6060 Our baby is healthy and were going into the second trimester @King Quran #fyp #update #agegap ♬ original sound – Queen cheryl

La coppia ci aveva già provato, ma era stata truffata

La voglia della coppia di mettere su famiglia nasce da lontano.

Da quasi tre anni Quran e Cheryl raccontano ai loro follower di TikTok quanto vorrebbero avere un figlio insieme. I due si sono conosciuti nel 2020 nel fast food di uno dei figli di lei e si sono sposati nel settembre 2021.
“È da qualche mese che siamo pronti a mettere su famiglia”, aveva rivelato la donna poco dopo il matrimonio.

Ora quel momento è vicino, ma non è stato tutto semplice.

Presi dal loro forte desiderio, l’anno scorso gli sposi sono incappati in una truffa, cercando di realizzare la maternità surrogata.
La donna che si era offerta di portare avanti la gestazione si è dileguata dopo aver preso i soldi da Quran e Cheryl. La truffatrice, tra l’altro, avrebbe anche violato le normative che regolano la procreazione assistita negli Stati Uniti avendo rapporti sessuali non protetti con il proprio partner durante la fecondazione dell’ovulo. In seguito, come riporta Il Mattino, avrebbe deciso di non portare più avanti la maternità surrogata, ma si è tenuta i soldi. Insomma, l’amore è cieco, ma i furbetti ci vedono benissimo.

“Siamo estremamente feriti, ma continueremo ad andare avanti”, hanno commentato sui social, facendo sapere che non si sarebbero fermati e di volere ancora un bambino. Ancora qualche mese e il loro desiderio diventerà realtà tra la gioia di molti e lo scetticismo di altri.

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