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Politica

Elezioni Europee, Follini: “Misura forza Meloni sarà...

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Elezioni Europee, Follini: “Misura forza Meloni sarà nella sua saggezza”

Il punto di vista di Marco Follini per Adnkronos

Giorgia Meloni - (Afp)

"Il duca di Wellington, dopo aver sconfitto Napoleone, commentò con mesta saggezza che non c’era sentimento più triste di quello che si prova all’indomani delle battaglie vinte. A parte ovviamente, aggiunse, di quello che si prova all’indomani delle battaglie perse.

Ora, non è ancora dato di capire fino in fondo quali siano i sentimenti politici nascosti nell’animo dei protagonisti della battaglia che s’è appena combattuta sul fronte delle elezioni europee. Vincitori e vinti sono infatti lì, in bella evidenza. Ma le conseguenze di tutte queste vittorie e sconfitte debbono ancora dipanarsi. Ed è assai probabile che ci vorrà un certo tempo prima di venire a capo di alcuni dei dilemmi che il voto ha consegnato a protagonisti e comprimari.

Meloni detta Giorgia, in particolare, può festeggiare numeri mai così favorevoli. E anche quanti sono critici verso la sua impostazione politica (il sottoscritto tra questi) non possono però non riconoscere la portata del consenso che si è guadagnata in questi primi mesi. Certo, verranno poi le difficoltà dell’economia, e non saranno poche né di poco conto. E non sarà facile neppure districarsi nel labirinto europeo, laddove i numeri non fanno prevedere un cambiamento della coalizione che governa l’unione ma la sconfitta della leadership franco-tedesca a sua volta non potrà non avere qualche conseguenza.

Dunque ci sarà subito un primo, impegnativo banco di prova da affrontare da parte del governo italiano. Che non ha nessuna ragione al mondo per isolarsi. Ma che non potrà neppure sovvertire del tutto -per sua fortuna, viene da dire- la grande coalizione che governa i destini europei. Finora la Meloni ha avuto l’accortezza di barcamenarsi, tenendo insieme le sue alleanze a destra e la collaborazione con la popolare Von dar Leyen. Impresa che ora diventa più difficile, ancorché forse più necessaria.

Come sempre si tratterà di trovare la misura giusta. E’ prevedibile infatti che Meloni vorrà tener fede, per quanto possibile, alle sue alleanze storiche. Ma la sua priorità principale sarà soprattutto quella di non farsi isolare. E sull’altare di questa priorità ci sarà inevitabilmente qualche rinuncia da fare. Vista da lontano, la cosa appare come un rompicapo. Risolvibile, certo. Ma a patto di pagare qualche prezzo in più per entrare nella 'stanza dei bottoni' della nuova governance europea.

E poi ci sarà, subito dopo, un altro banco di prova non meno impegnativo. E cioè decidere come portare avanti quel disegno riformatore (premierato più autonomia regionale) su cui finora Meloni sembra propensa a giocarsi il suo destino italiano. Ora, la premier può anche pensare che il voto europeo sia un lasciapassare per andare avanti così, indifferente alle critiche e alle insidie. Ma sbaglierebbe. E proprio ora che ha vinto e ha il vento in poppa dovrebbe cogliere questa occasione per cercare di stemperare le tensioni più forti che si addensano intorno a questi due traguardi.

Si può discutere, certo, l’elezione del premier. Ma pretendere di farla passare così com’è, senza por mano alla legge elettorale e senza studiare bene i contrappesi che possono rendere quella riforma digeribile anche per i custodi del vecchio ordine politico appare come un’imprudenza. Tanto più mentre la curva del non voto ha appena superato -per la prima volta- la maggioranza assoluta. Non era mai successo che restasse a casa il 51 per cento dei votanti. Argomento a doppio taglio, si dirà. Che può essere usato dai fautori della riforma per procedere più speditamente e dai critici per tirare il freno. Ma che almeno dovrebbe convincere tutti dell’utilità di uscire, per quanto possibile, dalle trincee della contrapposizione.

Quanto all’autonomia differenziata, il voto del Mezzogiorno sembra avvisare il governo e il partito meloniano del diffondersi di un certo numero di apprensioni a questo riguardo. Con una differenza, però. Che in questo caso la quadratura del cerchio sembra quasi impossibile, tra il nord che cavalca l’argomento e il sud che se ne sente minacciato. La virulenza del 'confronto' parlamentare dei giorni scorsi certifica, assieme, l’inciviltà di alcune frange (soprattutto) di destra e il carattere pressoché esplosivo della materia.

Occorrerà molta pazienza, insomma, per sciogliere tutti questi nodi. Il calendario politico istituzionale sta segnalando a tutti che si dovrebbe aprire una nuova stagione. E magari sta consigliando alla Meloni di fare l’uso più prudente e più accorto dei molti consensi che s’è appena guadagnata. Laddove questa volta la misura della sua forza sarà più nella sua saggezza che nel suo impeto". (di Marco Follini)

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

Politica

Pd, in attivo primo bilancio segreteria Schlein

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Boom del 2 per mille con oltre 8 milioni di entrate

Elly Schlein (Fotogramma)

Il Partito democratico chiude in attivo il primo bilancio con Elly Schlein segretaria. I conti dell'esercizio 2023, come ha certificato il tesoriere Michele Fina e votato all'unanimità l'Assemblea lo scorso 14 giugno, segnano un avanzo di 704.018 "dopo aver effettuato ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti per un importo di Euro 1.002.614", specifica il tesoriere nella sua relazione.

"I fatti di rilievo che hanno caratterizzato la gestione dell'esercizio 2023 sono legati principalmente alle primarie del Partito democratico, culminate con l’Assemblea nazionale del 12 marzo 2023 che ha proclamato la nuova Segretaria del Partito, Elly Schlein e la nomina degli organismi dirigenti", sottolinea Fina.

Il Pd può vantare proventi per 10.695.742 euro, così, suddivisi: quote associative, 609.127. Contributi dal 2xmille (i dem sono il primo partito con 531.336 opzioni dei contribuenti italiani e un aumento di 55.528 opzioni nell'ultimo anno), 8.118.192 euro. Contributi provenienti da parlamentari, 1.846.250 euro. Contributi provenienti da persone fisiche, 25.873 euro. Contributi provenienti da altri soggetti, 981 euro. Altri proventi, 95.319 euro. Il totale degli oneri di gestione ammonta invece a 9.939.927 euro.

Per quel che riguarda l''evoluzione prevedibile della gestione", nella sua relazione Fina tra le altre cose sottolinea: "Per quanto riguarda i proventi, nell'anno 2024 il Partito continuerà l'azione di recupero nei confronti dei parlamentari non in regola con i versamenti", mentre "per quanto riguarda i costi, il Partito nella prima parte dell'anno ha sostenuto le spese inerenti la campagna elettorale delle Europee. Si è trattato di un impegno importante, ma di importo inferiore rispetto a quanto speso in passato".

Il tesoriere spiega ancora che "dal punto di vista dei costi della gestione caratteristica, continua l'azione di Spending Review per razionalizzare i costi di funzionamento" e "per quanto riguarda i lavoratori, il 30 settembre 2024 scadrà l'ammortizzatore sociale della solidarietà. Il Partito, in un’ottica di riorganizzazione interna, spera di non procedere al rinnovo ma, stante l’esubero strutturale, questo sarà possibile soltanto attraverso ricollocazioni esterne e a seguito dell’adesione a un percorso di esodo incentivato, per il quale il Partito ha accantonato nel 2023 ulteriori risorse".

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Politica

L’estate militante dem, già oltre 400 feste...

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A settembre kermesse Avs a Roma, dall'11 al 15

Elly Schlein (Fotogramma)

La direzione di marcia l'ha data Elly Schlein nell'ultima Direzione: il Pd non va in ferie, anzi la segretaria ha chiesto ai dirigenti una 'estate militante'. E la macchina organizzativa dem è già al lavoro a pieno ritmo sul versante delle feste dell'Unità. "Per adesso siamo già a oltre 400, in aumento rispetto allo scorso anno", spiega il responsabile Organizzazione, Igor Taruffi, all'Adnkronos. Con una novità. Non solo nei numeri che crescono. Ma anche sui luoghi. "Quest'anno abbiamo deciso di dedicare particolare attenzione ai piccoli centri, le città di provincia, le aree interne. Vogliamo portare il Pd nelle aree periferiche, nelle aree dove l'affluenza è più bassa. E' lì che dobbiamo stare se vogliamo provare a recuperare quel pezzo", aggiunge Taruffi.

E così oltre alla festa nazionale dal 23 agosto all'8 settembre al Campovolo a Reggio Emilia, alle feste nelle grandi città da quella romana a Caracalla a quella di Bologna al Parco Nord o le feste regionali, come quella pugliese a Manfredonia a settembre, tra luglio e agosto si moltiplicano gli appuntamenti anche in piccole e piccolissime realtà da Bosco Albergati a Fubine Monferrato, Ponte Buggianese, Frutipapalina, Cantagrillo, Campi Bisenzio, Abano Terme, Castelnuovo Rangone, Settimo Torinese, Bomporto solo per citarne alcune.

Anche questa una scelta in linea con le indicazioni della segretaria che punta a portare il Pd. “Nostro dovere - ha ripetuto Schlein in questi giorni - è andare strada per strada, paese per paese, ad ascoltare le persone che non si sentono più rappresentate". Le feste dell'Unità saranno anche l'occasione per far marciare la campagna contro l'autonomia differenziata con la raccolta firme per il referendum e far crescere le sottoscrizioni "sulle leggi di iniziativa popolare", sottolinea Taruffi, come quella sul salario minimo.

Ma non è solo il Pd a non andare in ferie, anche Alleanza Verdi e Sinistra si sta organizzando. La festa nazionale sarà a Roma dall'11 al 15 settembre. "Dopo il tesseramento e il 2x1000 altra fonte di autofinanziamento e di contatto con elettori sono le feste, diverse sono già in corso - spiegano da Sinistra Italiana - stiamo anche organizzando, come lo scorso anno, Proxima la festa nazionale itinerante di Si dal 18 al 22 settembre". Per ora già fissate le tappe di Torino, Milano, Barletta ma "stiamo lavorando anche su altre città. A fine luglio avremo il quadro completo".

Anche i Verdi faranno una loro festa, probabilmente a Frascati. "Ma stiamo organizzando diversi appuntamenti in tutta Italia per la raccolta firme per il referendum contro l'autonomia in cui saranno impegnati i nostri parlamentari, a partire da Angelo Bonelli - si spiega -. Una battaglia democratica fondamentale a cui uniamo quella per le regionali: saremo in Emilia Romagna e Umbria dove si vota in autunno e speriamo lo si faccia presto anche in Liguria". Anche per questo si sta lavorando in queste ore a una manifestazione unitaria delle opposizioni il 18 luglio a Genova con tutti i leader "proprio per 'sbloccare' la Liguria tenuta in ostaggio da Toti", annunciano dal partito di Bonelli.

Anche Più Europa sarà impegnata con la raccolta firme del referendum e in iniziative di mobilitazione "su alcuni nostri temi, a partire da taxi e balneari", fanno sapere dalle parti di Riccardo Magi. Per quanto riguarda i 5 Stelle non ci saranno feste di partito in estate anche perché si lavora all'organizzazione della Costituente che si terrà tra fine settembre e inizio ottobre. Al momento neanche Azione e Italia Viva hanno messo a punto feste di partito estive ma, per quanto riguarda Iv, "sicuramente ci sarà la scuola di formazione per giovani che facciamo ogni anno".

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Politica

Rai, relazione Sergio: i numeri che smentiscono il...

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L'ad risponde alla Commissione di vigilanza dopo la polemica politica innescata su Rainews24 e Petrecca.

Roberto Sergio, Barbara Floridia e Paolo Petrecca

Una cosa sono i processi mediatici che deflagrano nell'immediatezza, un'altra sono i fatti supportati dai dati e dalle evidenze. Dopo la polemica innescata sulla copertura di Rainews24 del secondo turno delle elezioni francesi, la presidente della Commissione di vigilanza Rai, Barbara Floridia, ha chiesto una relazione a Roberto Sergio, amministratore delegato della Rai.

A quanto risulta all’Adnkronos, nella relazione consegnata dall’ad in vista dell’ufficio di Presidenza della Commissione programmato per il 16 luglio, sono stati elencati una serie di numeri a dimostrazione dell’ampia copertura dei ballottaggi, su tutte le reti Rai. In totale, la tv pubblica ha dedicato al tema oltre 9 ore di informazione, che solo sui tg generalisti ha portato circa 20 milioni di telespettatori. A questi vanno aggiunti gli utenti di Rainews24, della Radio e del portale Rainews.it.

Sergio avrebbe anche smentito l’accusa di Barbara Floridia sull’assenza di speciali sui canali generalisti, visto che il Tg3 ha dedicato uno speciale in concomitanza con la chiusura dei seggi. Rainews24, diretta da Paolo Petrecca, oggetto delle critiche del Pd e di una parte della redazione, ha dedicato uno speciale di un’ora sulla Francia con ospiti italiani e francesi e dalle 18 della domenica alle 6 del lunedì il 44,6% del tempo notizia del canale è stato dedicato alle elezioni.

Ma i dirigenti Rai sono andati a spulciarsi anche i dati degli anni passati: l’informazione della tv pubblica sulle elezioni francesi del 2024 è stata superiore a quella del 2022, anno delle precedenti elezioni, quando a Palazzo Chigi c’era Mario Draghi e a viale Mazzini Carlo Fuortes (ad) e (già allora) Marinella Soldi come presidente, che nei giorni scorsi ha scritto una lettera a Sergio e al dg Giampaolo Rossi per “sollecitare una maggiore attenzione alla qualità dell’informazione”, che però in questo caso non è stata messa in discussione (né ci furono polemiche due anni fa per la minore copertura delle elezioni francesi).

Infine, sempre nella relazione per la Commissione di vigilanza, si legge che la Rai ha dedicato alle elezioni francesi una copertura simile e in alcuni casi superiore rispetto agli altri broadcaster pubblici europei (non francesi).

La polemica è poi stata cavalcata dalla politica, con Elly Schlein che ha chiesto le dimissioni del direttore di Rainews24 Petrecca prima che la questione fosse affrontata dalla Commissione di vigilanza. Poiché il canale aveva dedicato uno speciale di un’ora, dalle 20 alle 21 con Eric Jozsef di ‘Liberation’, Francesco Maselli de ‘L'Opinion’, un’inviata dal quartier generale Nfp e i due corrispondenti Manzione e De Stefano, la questione si esaurisce sul fatto che l’edizione delle 22 ha aperto con un collegamento dal Festival delle Città identitarie invece che sulle elezioni. Dalla Rai hanno ricordato che col festival c’era un accordo di media partnership (presumibilmente siglato prima della decisione di Macron di sciogliere l’Assemblea nazionale) e che “l’informazione delle all news non segue regole fisse di impaginazione come nei tg generalisti”. Passata l’apertura delle 22, ogni mezz’ora sono stati presenti esperti fino alle 24: Marina Valensise, Massimo Nava, Giampiero Gramaglia.

Lega: "Sergio ha chiarito, lasciato solo da resto azienda"

"L'Ad Rai, Roberto Sergio, ha chiarito la posizione dell'azienda riguardo la gestione dei risultati delle elezioni francesi" scrivono in una nota i componenti della Lega in commissione Vigilanza Rai. "Stupisce che sia stato lasciato solo dai direttori dell'offerta informativa e degli Approfondimenti che avrebbero dovuto coadiuvare Rainews nella pianificazione di programmi e di copertura giornalistica".

Speranzon (Fdi): "Dati smontano ennesima fake news su Rainews24"

"Con dati alla mano l'amministratore delegato Sergio ha smontato l'ennesima fake news, creata ad arte dalla sinistra, riguardo la mancata adeguata copertura informativa da parte della Rai delle elezioni francesi, e in particolare della rete allnews Rainews24" dichiara il senatore di Fratelli d'Italia, Raffaele Speranzon, componente in Commissione Vigilanza Rai. "Niente di più falso. I dati, infatti, raccontano una storia completamente diversa, di una Rai che ha garantito un'informazione superiore addirittura agli altri broadcaster pubblici europei, ad esclusione chiaramente della stessa Francia. E nel caso specifico Rainews24 ha dedicato il 44,6% del tempo notizia alle elezioni francesi".

"Ma se per il Pd questa polemica può essere spiegata come un classico caso di astinenza da poltrone - prosegue Speranzon - per il presidente della Commissione di Vigilanza Floridia non ci sono giustificazioni. Anziché agire da presidente si è intestato il ruolo di capo delle opposizioni, inviando una lettera in cui chiedeva conto di un inesistente buco informativo. Avrebbe, invece, dovuto verificare prima se davvero esisteva tale mancata copertura. Adesso mi attendo che dopo giorni di vere e proprie calunnie nei confronti del direttore di Rainews24 e della redazione arrivino le scuse di chi ha voluto sollevare un polverone su vere e proprie menzogne", conclude l'esponente di Fdi.

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