Connect with us

Salute e Benessere

Settimana della tiroide, esperti: “Per 6 milioni più...

Published

on

Settimana della tiroide, esperti: “Per 6 milioni più informazione e meno esami inutili”

Dal 20 al 25 maggio riflettori accessi in tutto il mondo su patologia e spesa sanitaria - Associazioni pazienti e società scientifiche 'ora riconoscimento di malattia cronica'

Settimana della tiroide, esperti:

In Italia le persone che soffrono di patologie della tiroide sono più di 6 milioni. La Settimana mondiale della tiroide è l’occasione per parlare delle malattie che colpiscono questa ghiandola, dell'importanza di una diagnosi corretta e degli opportuni controlli, senza eccedere. Anche quest’anno la Smt si celebrerà a partire dal 20 maggio e si concluderà il 25 maggio, nella Giornata mondiale della tiroide.

“Malattie tiroidee croniche: più informazione meno esami inutili” vuole essere un invito - riporta una nota - rivolto a tutta la popolazione, ad avere un ruolo attivo nell’informarsi, da fonti qualificate, sui temi della salute e che l’informazione sia considerata parte degli stili di vita raccomandati al pari della buona alimentazione e del movimento. Le organizzazioni dei pazienti e la comunità scientifica - riferisce la nota - chiedono che l’Organizzazione mondiale della sanità riconosca le malattie tiroidee quali malattie non trasmissibili che, per definizione della stessa Oms, sono le patologie croniche, a lungo decorso, che derivano da una combinazione di fattori genetici, ambientali e comportamentali, differenziandosi quindi dalle malattie infettive contagiose, trasmissibili da un soggetto all’altro, che causano epidemie.

Le malattie non trasmissibili costituiscono la principale causa di morte e di disabilità nel mondo: appartengono a questa categoria le malattie cardiovascolari, il cancro, le malattie respiratorie croniche, il diabete e anche l’obesità. L’interesse principale nel far riconoscere le malattie della tiroide nell’ambito delle malattie croniche risiede nel fatto che la ricerca biomedica - si legge nella nota - in questo settore richiede finanziamenti cospicui; riconoscere le malattie tiroidee quali malattie croniche consentirebbe l’accesso a maggiori finanziamenti per nuovi studi i cui risultati andrebbero a beneficio della popolazione interessata da tali patologie.

"La Settimana mondiale della tiroide 2024 - ricorda Rossella Elisei, presidente Associazione italiana tiroide (Ait) e coordinatrice della Smt - è patrocinata dall’Iss e promossa dalle principali società scientifiche endocrinologiche, mediche e chirurgiche, quali Associazione italiana della tiroide (Ait), Associazione medici endocrinologi (Ame), Società italiana di endocrinologia (Sie), Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp), Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), Società italiana unitaria di endocrino chirurgia (Siuec), Associazione italiana medicina nucleare (Aimn), European thyroid association (Eta), insieme a Cape - Comitato delle associazioni dei pazienti endocrini e sostenuta con un contributo incondizionato da parte di Eisai, Ibsa e Merck Serono".

La maggior parte delle malattie della tiroide "possono entrare di diritto nel gruppo delle malattie non trasmissibili - afferma Gianluca Aimaretti, presidente Sie - Sia l’ipertiroidismo che l’ipotiroidismo sono patologie croniche, nella maggior parte dei casi di natura autoimmune, ovvero causate da una reazione immunitaria anomala che si rivolge contro le cellule della tiroide, causandone distruzione nel caso dell’ipotiroidismo o eccessiva stimolazione nel caso dell’ipertiroidismo. In entrambi i casi si tratta di patologie che hanno necessità di essere periodicamente controllate, senza eccedere nel numero dei controlli e nel tipo di esami da eseguire ciclicamente. Ad esempio, il dosaggio degli autoantianticorpi, il cui valore numerico può variare indipendentemente dalla variazione clinica della malattia, non va ripetuto ad ogni controllo, ma solo in particolari momenti del percorso di cura identificati dallo specialista".

È "importante, tuttavia, sottolineare che, se è vero che da un lato la frequente ripetizione di esami clinici e strumentali non strettamente necessari, rappresenta una delle voci più dispendiose, per quanto riguarda il bilancio del nostro Ssn, dall’altro - fa notare Fabio Monzani, delegato Sigg - non deve essere dimenticata, come invece purtroppo spesso accade, la necessità del monitoraggio della funzione tiroidea nei pazienti anziani con nota patologia, soprattutto se in terapia con ormone tiroideo o farmaci antitiroide".

E "proprio per la natura cronica della maggior parte delle patologie tiroidee - sottolinea Renato Cozzi, presidente Ame - è indispensabile che l’endocrinologo avvicini con empatia questi pazienti, che spesso incontrano lo specialista dopo lunghi periodi di attesa". Anche "la patologia nodulare tiroidea è una patologia cronica - aggiunge Laura Fugazzola, presidente Eta - La presenza di noduli di ridotte dimensioni, a volte più piccoli di 1 cm, è molto comune nella popolazione generale adulta (50% degli over 50) ma la loro rilevanza clinica è molto scarsa. Per tale motivo l’esecuzione di ecografie tiroidee su grandi segmenti di popolazione, eseguite senza una motivazione clinica, è oggi sconsigliata perché evidenzierà noduli che avranno una scarsissima importanza clinica, ma che provocheranno inutile preoccupazione nel soggetto in cui sono stati casualmente rilevati".

"Diversamente, i noduli di dimensioni più grandi - sottolinea Fugazzola - devono essere valutati per la possibilità di alterare la funzione tiroidea e per verificarne la loro natura. Noduli benigni che non alterano la funzione ghiandolare dovranno comunque essere controllati periodicamente e l’inserimento di questa condizione clinica tra le malattie croniche potrebbe contribuire a ridurre la spesa sanitaria attraverso una migliore programmazione dei controlli clinici, evitando quindi la ripetizione di esami inutili. Allo stesso tempo si potrebbe prevedere di inserire questa patologia, in quanto cronica, tra le esentabili dal pagamento del ticket".

Fondamentale per Antonella Olivieri del Dipartimento di Malattie Cardiovascolari, Endocrino-Metaboliche e dell'Invecchiamento dell'Iss, "fare prevenzione attraverso la profilassi con sale iodato: la patologia nodulare tiroidea è infatti fortemente condizionata dalla carenza di iodio. Sebbene in Italia, grazie alla campagna sull’uso del sale iodato iniziata nel 2005, la nutrizione iodica sia molto migliorata, occorre che la popolazione continui ad essere sensibilizzata ad utilizzare poco sale e solo iodato già a partire dall’età pediatrica, al fine di contrastare in maniera rilevante la formazione del gozzo e dei noduli tiroidei".

Capitolo a parte per i tumori della tiroide. "Sono senz'altro da considerare tra le malattie croniche non trasmissibili - spiega Elisei (Ait) - in quanto spessissimo, e fortunatamente, guariscono o cronicizzano con una bassa probabilità di recidivare ma, trattandosi di pazienti tiroidectomizzati e sottoposti a terapia con ormone tiroideo, devono essere seguiti per lungo tempo. Anche per questa patologia vi sono dei fattori di rischio che possono essere positivamente modificati, ad esempio evitando o minimizzando l’esposizione della regione del collo alle radiazioni ionizzanti".

L’identificazione della malignità del nodulo "avviene con l’agoaspirazione e l’esame citologico - aggiunge Elisei - che però oggi vengono riservati solo a noduli di dimensioni maggiori di un centimetro e con caratteristiche ecografiche sospette. È importante ricordare che solo il 5% dei noduli tiroidei è di natura maligna e raramente si presenta in forma avanzata con lesioni a distanza. La terapia chirurgica e, quando opportuno la terapia radiometabolica, possono risolvere completamente la malattia. Viste le caratteristiche di queste malattie molto diffuse, ma spesso, non gravi e curabili con successo, è particolarmente importante promuovere un’informazione esauriente ma non allarmistica, evitando approfondimenti diagnostici non motivati".

Nella gestione delle patologie croniche della tiroide anche la "medicina nucleare svolge un ruolo importante - evidenzia Marco Maccauro, delegato Aimn - in particolare, due procedure comuni utilizzate sono la scintigrafia tiroidea e la terapia con iodio radioattivo. Queste procedure richiedono la valutazione accurata del paziente, la scelta appropriata della procedura, dosaggi precisi, monitoraggio attento e gestione responsabile dei rifiuti radioattivi. Queste pratiche contribuiscono a garantire risultati efficaci e sicuri per i pazienti affetti da patologie tiroidee croniche".

Diventa "quindi importante che giungano a valutazione chirurgica, sia per patologia benigna che tumorale, i soggetti che trovino effettiva indicazione e che al paziente venga proposto il percorso e l’eventuale opzione chirurgica più idonea - ribadisce Giovanni Docimo, presidente Siuec - Non esiste un trattamento standard per tutti ma numerose opzioni terapeutiche da verificare caso per caso in cui, dopo una attenta valutazione di tutti fattori di rischio, il colloquio tra l’endocrinologo, il chirurgo ed ovviamente l’interessato riveste un ruolo fondamentale nel proporre il trattamento più adeguato".

L’unico screening di massa necessario per le patologie tiroidee (in atto, per legge, da molto tempo nel nostro Paese) "è lo screening per l’ipotiroidismo congenito - ricorda Malgorzata Wasniewska, presidente eletto Siedp - che ancora oggi rappresenta la più frequente endocrinopatia dell’infanzia e che grazie allo screening consente di identificare i neonati affetti, e iniziare subito la terapia che risolverà il quadro clinico, ma che dovrà essere portata avanti per tutta la vita. Lo screening per l’ipotiroidismo congenito, durante i suoi 50 anni di storia, ha permesso, grazie all’intervento tempestivo, di prevenire il ritardo psico-motorio e mentale nei soggetti affetti dalla citata patologia".

Infine, Anna Maria Biancifiori, presidente Cape: "Siamo impegnati a portare e facilitare, attraverso tutte le nostre iniziative sul territorio, un’adeguata e corretta informazione che pensiamo possa aiutare il paziente a convivere con queste patologie croniche. Il loro eventuale riconoscimento all’interno delle malattie croniche non trasmissibili comporterà un beneficio sia clinico che economico per i pazienti che ne sono portatori" conclude.

Un team di giornalisti altamente specializzati che eleva il nostro quotidiano a nuovi livelli di eccellenza, fornendo analisi penetranti e notizie d’urgenza da ogni angolo del globo. Con una vasta gamma di competenze che spaziano dalla politica internazionale all’innovazione tecnologica, il loro contributo è fondamentale per mantenere i nostri lettori informati, impegnati e sempre un passo avanti.

Salute e Benessere

Se la pillola non va giù, da alcol a zero acqua gli errori...

Published

on

Corsini (Statale Milano) li passa in rassegna e illustra i pericoli: "Sbagliando modalità di assunzione si rischia di minare la terapia"

(Fotogramma)

No, non basta un poco di zucchero e la pillola va giù, come cantava Mary Poppins, l'indimenticata tata magica nel film cult della Disney. "Non voglio fare del male a un personaggio che mi riporta all'infanzia, ma facciamo già colazioni molto ricche di zuccheri e, con tutto quello che mangiamo, se evitiamo di consumarne ancora è meglio. Al di là di qualche presenza di fruttosio o altro fra gli eccipienti del principio attivo del farmaco che ne favorisce l'assorbimento, io lo zucchero lo eviterei. Un po' di acqua è sufficiente", sorride Alberto Corsini, professore ordinario di farmacologia, università degli Studi di Milano. Una battuta, la sua, ma introduce un tema molto serio: sono tanti gli errori che le persone alle prese con capsule e compresse commettono. Il più frequente in assoluto? Mandar giù la pillola senz'acqua, spiega l'esperto all'Adnkronos Salute.

"E' vero, abbiamo delle formulazioni orosolubili che permettono una somministrazione senza l'utilizzo di acqua - premette il farmacologo - Ma pensiamo ai pazienti cronici, con pressione elevata, colesterolo alto, diabete: la maggior parte delle terapie prevede farmaci che richiedono l'assunzione con acqua. Perché altrimenti non li assorbiamo". E "non basta un dito di acqua - avverte - ci vuole un bicchiere pieno, che vuol dire 150-200 ml, per favorire la solubilizzazione e il trasferimento a livello gastrointestinale, dove poi avviene l'assorbimento vero e proprio. Ci sono tantissimi studi ormai da 40-50 anni, che hanno evidenziato che se prendo la stessa aspirina, un antibiotico, qualunque farmaco con poca acqua, piuttosto che con un bicchiere pieno, ne assorbo meno della metà. Quindi ho già un fallimento terapeutico. Prima ancora di iniziare la cura, sto sbagliando".

L'assorbimento di un farmaco è un punto molto critico, evidenzia Corsini. Nel 'galateo' del farmaco orale va aggiunto che "va assunto in posizione eretta", cercando almeno di mettersi seduti, in posizione verticale e non sdraiati. "Perché questo favorisce per gravità il trasferimento dalla bocca allo stomaco. Il passaggio nell'esofago è di circa 2-3 minuti. Nel giro di 10 minuti, stando in quella posizione, il farmaco raggiunge lo stomaco dove può avere luogo l'assorbimento. Questo passaggio è facilitato dall'acqua, che aumenta il peso". Di esempi, assicura l'esperto, ce ne sono tanti. "Pensiamo ai farmaci bifosfonati per l'osteoporosi negli anziani, che sono scarsamente assorbibili: bisogna aiutarli assumendoli con un'acqua con pochissimi sali. Non si può prendere il farmaco con un caffè, un tè, un succo, perché sennò se ne assorbe pochissimo. E non è scherzo, perché il paziente rischia fratture".

Un altro elemento importante è quando si indica che il farmaco va preso in presenza di cibo. "Questo significa che bisogna mangiare un pasto - dice Corsini - Quando infatti il farmaco viene studiato per capire se è importante o meno assumerlo vicino o lontano dai pasti, lo si valuta con la cosiddetta 'continental breakfast'. Vuol dire con una certa quota di grassi, di latte, di zuccheri, eccetera. Quindi il paziente deve mangiare. Non basta un biscottino la mattina. Queste informazioni sono anche scritte nei foglietti illustrativi, ma un aiuto in questo lo può dare il farmacista", ricordando le giuste modalità di assunzione quando dispensa il farmaco al paziente. C'è poi il capitolo integratori: "Se una persona vuole consumare vitamine, piuttosto che sali, magnesio, calcio, è bene farlo lontano dai medicinali. Facciamo l'esempio dei farmaci per la tiroide (in Lombardia sono 700mila le persone che ricevono questi farmaci di terapia sostitutiva perché magari ipotiroidei). Se si prendono con degli integratori se ne assorbe la metà. Il consiglio è dunque aspettare almeno due ore prima di prendere gli integratori".

Un messaggio è poi per chi, terrorizzato dall'affogarsi con le pillole, le mastica: "A parte il fatto che credo siano poche quelle con un buon sapore, occorre sapere che la saliva ha un pH diverso da quello gastrointestinale - dice Corsini - Esempio: i farmaci inibitori di pompa protonica", usatissimi per ulcere, gastriti e reflusso, "hanno bisogno di essere in un ambiente acido per essere attivati. Se si masticano in bocca, alla fine si perdono". Insomma, se si indica che un farmaco va assunto in un certo modo, "è perché è stato studiato in quelle condizioni. Un primo aspetto che si valuta è il tipo di somministrazione. E quindi l'assunzione non deve essere fatta 'ad personam', ma seguendo quelle che sono le istruzioni".

L'elenco degli errori più comuni include la scelta di accompagnare le pillole col latte. Anche qui l'insidia è dietro l'angolo, perché "molti farmaci, alcuni antibiotici e altre molecole, 'precipitano' con il calcio, con i latticini. E quindi, ancora una volta, si ha un fallimento terapeutico", avverte il farmacologo. Se "non vogliamo farci del male", continua, evitiamo ovviamente di far scendere giù la pillola con bevande alcoliche. "L'alcol solubilizza la molecola in modo diverso e non va per niente bene. L'assunzione del farmaco deve essere rispettata". Gli esempi sono infiniti: "Per alcune molecole il succo d'arancia potrebbe portare a precipitazioni, potrebbe portare alla chelazione - elenca Corsini - Facciamo l'esempio di alcuni antibiotici, i chinoloni, piuttosto che i bifosfonati". Si rischia dunque di "perdere una grossa quota di successo delle terapie per questi errori banalissimi".

Un accenno a parte merita il succo di pompelmo: "Si era visto, ormai diversi anni fa, che l'assunzione di notevoli quantità di pompelmo poteva inibire il metabolismo, l'eliminazione del farmaco, e questo portava a un aumento delle concentrazioni fino a effetti tossici. Prima si era visto con alcuni antipertensivi, quindi con cadute dei livelli pressori, poi con un effetto antiaritmico maggiore, maggiori problemi di tollerabilità dei farmaci per il colesterolo. Tanto che in ospedale, nelle diete o negli studi clinici, il pompelmo è stato bandito. Ma questo non vuol dire che io non devo consumare un bicchiere di succo di pompelmo al giorno. Le cose vanno contestualizzate: il pompelmo è un potente inibitore del metabolismo dei farmaci se si arriva a consumarne un litro al giorno. Quindi berne un bicchiere al mattino e poi prendere un farmaco alla sera non è drammatico, salvo rarissime eccezioni, come alcune statine".

Stimolanti come il caffè? "Dire a un italiano di non bere il caffè è impossibile - sorride - ma anche in questo caso, semplicemente è meglio farlo lontano dall'assunzione dei farmaci. La strategia ideale può essere prendere il proprio medicinale con un bel bicchiere d'acqua e poi dopo mezz'ora o un'ora fare colazione. Sono semplici suggerimenti che possono aiutare. L'ultima indicazione importante è che ci sono alcuni farmaci, i famosi vecchi anticoagulanti, per i quali occorre stare attenti a utilizzare la vitamina K, che si può trovare negli integratori, per esempio. Se dunque si assume il warfarin - e in Italia sono ancora 400mila i pazienti che lo prendono - l'integratore se proprio lo si vuole prendere va preso almeno due ore dopo. Chi consuma gli anticoagulanti deve stare poi attento ad utilizzare le verdure con foglie larghe, che sono ricche di vitamina K. Ovviamente si può fare un pasto con l'insalata, perché tutto va contestualizzato. I farmaci - conclude dunque Corsini - ci aiutano ma vanno rispettati. Perché se non li prendiamo secondo le indicazioni, il rischio è che non funzionino. E non si deve avere il timore di chiedere quali sono le regole corrette al farmacista, al medico o all'infermiere". Con buona pace di Mary Poppins.

Continue Reading

Salute e Benessere

Maalox: l’efficace campagna contro le delusioni quotidiane

Published

on

La vita è piena di piccole delusioni: un caffè troppo amaro, una pizza bruciata, un pomeriggio di pioggia inaspettato. Per fortuna, c’è Maalox, il brand che ci aiuta ad affrontare questi momenti con un sorriso, attraverso lo slogan  ormai virale “Quando lo stomaco la prende male, puoi prendere Maalox”.

Una campagna originale e divertente

Nel 2023, Maalox ha lanciato una campagna pubblicitaria efficace e ironica che ha conquistato il pubblico fin da subito. In particolare, la campagna omnicanale si è affidata al meme “Un camion di Maalox” per aiutare i consumatori ad affrontare le delusioni quotidiane che possono causare bruciore di stomacoAl centro della campagna ci sono una serie di spot televisivi che mostrano diverse tipologie di persone alle prese con i piccoli imprevisti della vita: un appuntamento andato male, una partita del cuore persa e così via. Le pubblicità si concludono sempre con la stessa scena: il protagonista che sorride e prende un Maalox, come a dire “non importa cosa succede, posso sempre affrontare la situazione con un sorriso”.

Inutile dire che questa idea ha avuto un successo immediato, non solo attraverso i canali TV ma anche sui social media. Gli spot sono stati condivisi migliaia di volte e hanno generato tantissimi commenti positivi. Il pubblico ha apprezzato l’umorismo della campagna e il messaggio positivo che trasmetteva.

Il successo di Maalox grazie alla campagna

La campagna lanciata da Maalox rappresenta un perfetto connubio tra il mondo della televisione e quello dei social, che negli anni è diventato sempre più presente. La struttura degli spot, infatti, riprende lo stile tipico dei meme, ossia le vignette di scene divertenti che diventano subito virali sui diversi social network. In questo caso, è proprio l’ironia ad aver reso iconica la pubblicità di Maalox, che ha sfruttato a suo vantaggio le novità dell’era digitale, creando un vero tormentone. Dall’uscita della campagna, infatti, ‘prendere un Maalox’ è diventata anche un’espressione utilizzata, principalmente in ambiente sportivo, per evidenziare la sconfitta degli avversari.

Oltre a essere divertente e geniale, la campagna di Maalox ha voluto anche trasmettere un messaggio importante: la vita è piena di imprevisti, ma non per questo dobbiamo lasciarci scoraggiare. Con un po’ di positività e un pizzico di Maalox, possiamo affrontare qualsiasi situazione.

Continue Reading

Salute e Benessere

Aneurisma dell’aorta, tecnica soft ‘made in...

Published

on

Aneurisma dell'aorta, tecnica soft 'made in Rimini'

Una tecnica 'made in Rimini' contro l'aneurisma dell'aorta. L'équipe di Chirurgia vascolare dell'ospedale Infermi, diretta da Salvatore Tarantini, ha messo a punto una metodica ibrida per il trattamento percutaneo endovascolare dell'aorta toracico-addominale. Una procedura mininvasiva presentata da Paolo Spath al 31esimo Congresso internazionale di angiologia che si è tenuto in giugno a Porto in Portogallo, dove il team romagnolo è stato premiato per il miglior studio 'rapid pace'. I risultati della tecnica, applicata a Rimini su oltre 100 pazienti nell'ultimo biennio, sono stati inoltre pubblicati sul 'Journal of Endovascular Therapy'.

Si tratta di una metodica è mutuata dal mondo della cardiologia, che i medici del presidio ospedaliero riminese dell'Ausl Romagna - spiega la stessa azienda - hanno avuto la capacità di pensare e applicare in modo sistematico al trattamento endovascolare degli aneurismi dell’aorta addominale e toracica (Evar/Tevar). Con questa tecnica si associano due dispositivi diversi (uno all'inizio e uno alla fine dell'intervento), ottenendo un'efficacia comparabile alla procedura standard, ma favorendo una procedura più semplice, meno costosa in termini di materiali, e sicura per il paziente che può tornare a casa il giorno dopo l'intervento di esclusione dell'aneurisma aortico, come ormai prassi nel reparto di Chirurgia vascolare di Rimini.

Continue Reading

Ultime notizie

Ultima ora2 ore ago

Kamala Harris, vietato sbagliare: ora la vice di Biden non...

Dopo il flop del 2020 e i gli ultimi, difficili anni alla Casa Bianca, la possibile candidata dem alle presidenziali...

Cronaca2 ore ago

Temporali e forti piogge al Centro-Sud, allerta maltempo...

Dopo le forti ondate di calore, tornano rovesci di forte intensità: ecco le regioni interessate Dopo le forti ondate di...

Cronaca8 ore ago

Roma, tre evasi da carcere minorile Casal del Marmo

Tre giovani tunisini hanno approfittato del caos dopo una rissa Tre minori tunisini sono evasi dal carcere minorile di Roma...

Esteri9 ore ago

Zelensky: “Ucraina grata a Biden, Usa rimangano con...

Il messaggio del leader ucraino per il presidente americano Volodymyr Zelensky rende omaggio a Joe Biden, per "l'incrollabile sostegno" dato...

Esteri9 ore ago

Biden si ritira: la resa del presidente in 24 ore, dalla...

La decisione, il contatto con gli amici, la lettera affidata a X Joe Biden ha deciso di ritirare la candidatura...

Esteri9 ore ago

Biden si ritira, Trump: “Via il presidente peggiore,...

L'ex presidente: "Pensate che Joe abbia il covid? Voleva solo scappare" Joe Biden ritira la candidatura, Donald Trump si prepara...

Esteri9 ore ago

Biden-Harris, il passaggio di testimone non è scontato:...

Con la rinuncia del presidente, a Chicago si avrà una convention aperta con la possibilità di diversi candidati: Kamala front...

Esteri9 ore ago

Biden si ritira e lancia Kamala Harris: “Mi...

Il presidente Usa cede al pressing e lascia. Endorsement alla vice, Trump esulta: "Ora più facile vincere" Dopo settimane di...

Esteri10 ore ago

Biden si ritira, Tajani: “Usa amici dell’Italia...

Le reazioni dopo l'annuncio del presidente americano Joe Biden ritira la candidatura per le elezioni Usa 2024 e cede il...

Esteri11 ore ago

Elezioni Usa, Rizzo (Atlantic Council): “Harris...

L'Adnkronos ha contattato la senior fellow di uno dei più importanti think tank americani per discutere degli scenari per il...

Esteri11 ore ago

Biden ritira candidatura, Putin osserva e aspetta:...

Il Cremlino apparentemente disinteressato dopo la svolta Joe Biden si ritira dalle elezioni Usa 2024 e Vladimir Putin osserva, apparentemente...

Esteri12 ore ago

La ‘pioniera’ Kamala Harris, chi è la vice di...

Prima vice donna alla Casa Bianca, prima donna di colore eletta procuratore distrettuale della California, poi prima donna attorney general...

Esteri12 ore ago

Biden rinuncia alla corsa alla Casa Bianca, ipotesi ricorsi...

Il monito (e la minaccia) di Mike Johnson, lo Speaker repubblicano della Camera Dopo l'annuncio del ritiro di Joe Biden...

Esteri12 ore ago

Biden ritira la candidatura, nel 1968 il passo indietro di...

Non è il primo presidente a compiere il passo indietro Joe Biden ritira la candidatura per le elezioni del 5...

Ultima ora13 ore ago

Biden si ritira, chi sfida Donald Trump? Cosa succede ora

Il presidente esprime il sostegno a Kamala Harris, ma la candidatura della vicepresidente non è scontata Joe Biden ritira la...

Sport13 ore ago

Per Pogacar doppietta Giro-Tour, i precedenti

Ancora un accostamento tra il campione sloveno e Marco Pantani Ancora un accostamento tra Tadej Pogacar e Marco Pantani, dopo...

Esteri13 ore ago

Biden si ritira, Trump: “Peggior presidente della...

Il candidato repubblicano critica il presidente Joe Biden sarà ricordato come "il peggior presidente nella storia degli Stati Uniti". Donald...

Esteri13 ore ago

Biden ritira la candidatura: “Stop...

L'annuncio in una lettera postata sui social. Harris: "Mi guagagnerò la nomination" Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, annuncia ufficialmente...

Sport13 ore ago

Pogacar vince il Tour de France, trionfa anche nella crono...

Lo sloveno si aggiudica l'ultima tappa, doppietta straordinaria dopo il successo al Giro Tadej Pogacar vince il Tour de France...

Sport14 ore ago

Gp Ungheria, i messaggi ‘accesi’ tra il box...

Rivelato lo scambio via radio con l'ingegnere di pista Will Joseph nelle fasi finali del Gran Premio Lando Norris, arrivato...