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Spettacolo

100 anni dal ‘Monello’ di Charlie Chaplin, a Roma proiezione con musica dal vivo

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Il ‘Monello’ compie un secolo di vita: ricorre quest’anno infatti il centenario del primo lungometraggio di Charlie Chaplin. ‘The Kid’, autentico capolavoro del cinema muto che mantiene ancora oggi inalterato il suo valore artistico. Per rendere omaggio allo stile e alla grande vena creativa di Charlot, che fu non solo attore e regista dei suoi film, ma anche autore, sceneggiatore, produttore e compositore, l’associazione culturale Orchestra Italiana del Cinema, con il contributo del ministero della Cultura e in collaborazione con la Charlie Chaplin Bubbles Incorporates, organizza a Roma tre appuntamenti che prevedono la proiezione del film con l’esecuzione dal vivo della colonna sonora originale. 

Ad arrangiare ed eseguire le musiche al pianoforte, venerdì sera e sabato pomeriggio e sera a Roma al teatro Parioli, sarà la pianista olandese Maude Nelissen, che ha lavorato a stretto contatto con l’ultimo arrangiatore delle musiche di Chaplin, Eric James, ed è da sempre dedita all’accompagnamento musicale per film muti: l’artista suonerà l’intera partitura di ‘Il Monello’, in sincrono con le immagini, sul palco. La colonna sonora fu composta da Charlie Chaplin in età già avanzata nel 1971, a 50 anni esatti dall’uscita del film. L’autore aveva infatti deciso di tagliare alcune scene che riteneva superate dal tempo e di dare un respiro musicale più ampio all’opera: compose di suo pugno diciotto distinti movimenti e affidò al suo fedele collaboratore Eric James il compito di trascriverle sul pentagramma. 

(di Enzo Bonaiuto) 

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Interviste

Intervista esclusiva alla cantante Joia B

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Joia B è una cantante dalla carica esplosiva. Veterana del palco, ama trasmettere amore e gioia a chi l’ascolta. Dopo i primi due inediti “Un tempo per volare” e “Sciamare'”, ha presentato a Casa Sanremo un nuovo brano intitolato “Don’t stop love”… Perché l’amore non può essere fermato!

Intervista a cura del nostro inviato Sante Cossentino, in esclusiva per Sbircia la Notizia Magazine. Con la collaborazione di Stefano Telese per Massmedia Comunicazione.

Com’è cominciata la passione per la musica?

“La passione per il canto per me è sempre esistita, non ricordo un momento particolare.”

Le tappe fondamentali del tuo percorso professionale?

“A 14 anni la prima esperienza importante con Una voce Per Sanremo, tournée come corista con una band del sud Italia, e vincitrice di numerosi concorsi nazionali. Ad aprile 2022 esce il mio primo singolo UN TEMPO PER VOLARE (brano autobiografico) e dopo pochi mesi SCIAMARE’. L’ultimo singolo DON’T STOP LOVE presentato proprio a Casa Sanremo 2023.”

Quali sono i tuoi idoli musicali?

“I I miei idoli musicali sono: Tina Turner, Lady Gaga, Amy Winehouse.”

Raccontaci la tua esperienza al festival.

“La mia esperienza al festival è semplicemente strepitosa e positiva, ricca di eventi in cui ho potuto mettermi in mostra e farmi conoscere.”

© Sbircia la Notizia Magazine, è vietata qualsiasi ridistribuzione o riproduzione del contenuto di questa pagina, anche parziale, in qualunque forma.

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Spettacolo

Sanremo 2023, Pegah e Drusilla portano sul palco l’Iran dei diritti negati

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(Adnkronos) – “In Iran non mi sarei potuta truccare, mi avrebbero arrestato. Per poter ballare per strada si rischiano fino a 10 anni di carcere. In Iran è proibito baciarsi, e si paga con la vita il desiderio di esprimere la propria femminilità. Più di 20 mln di persone sotto la soglia della povertà. In Iran chi è omosessuale rischia l’impiccagione”. Drusilla Foer e Pegah Moshir Pour portano sul palco di Sanremo 2023, nella seconda serata, l’Iran dei diritti negati.  

L’artista en travesti e l’attivista italiana di origini iraniane hanno offerto al pubblico del festival un intenso momento accendendo i riflettori sui diritti e le libertà negate nel Paese e sulla situazione delle donne iraniane, da settembre al centro di una protesta rivoluzionaria causata dall’uccisione di alcune attiviste tra cui Masha Amini, arrestata e poi uccisa dalla polizia morale del Paese. 

“Ma ora ho deciso che la paura non ci fa più paura, e di dare voce ad una generazione cresciuta sotto la paura in uno dei paesi più belli al mondo”, ha detto Pegah, raggiunta in scena da Drusilla con la quale, con il sottofondo della canzone ‘Baraye’ dell’artista iraniano Shervin Hajipour, ha fatto l’elenco dei diritti negati agli iraniani. “Il popolo iraniano sta sacrificando con il sangue il diritto a difendere il proprio paradiso -ha aggiunto Pegah- Io vi ringrazio a nome di tutti i ragazzi iraniani perché ricordate al mondo che la musica è uno dei diritti umani”. 

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Interviste

Intervista esclusiva a Francesco D’Alessio, direttore d’orchestra per LDA a Sanremo

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Una lunga gavetta, tappe importanti accanto a Gigi D’Alessio e a tanti altri artisti. Insomma, Francesco D’Alessio è un grandissimo musicista e noi lo abbiamo intervistato a Sanremo dove dirige suo cugino Luca D’Alessio, per tutti noto come LDA.

Intervista a cura del nostro inviato Sante Cossentino, in esclusiva per Sbircia la Notizia Magazine. Con la collaborazione di Stefano Telese per Massmedia Comunicazione.

Quali sono le emozioni che stai provando in questo momento e le emozioni che hai provato quando ti è stata confermata la notizia che LDA avrebbe partecipato al Festival di Sanremo e tu lo avresti accompagnato e diretto?

“Tu sai che ogni musicista ha il proprio sogno che coltiva sin da quando era bambino. E questa partecipazione era proprio il mio sogno da bambino. Spero non sia l’ultimo. È un’emozione forte, nonostante siano tanti gli anni di esperienza. Ho suonato su palchi e musicisti importanti, eppure l’emozione è davvero tanta! Questo è per me un traguardo importante. E fammelo dire con un po’ di orgoglio, non tutti ci riescono! Ci sono anche grandi musicisti che non ci sono riusciti. Ho sudato per arrivare qua, ed oggi finalmente si realizza il mio sogno.”

Hai citato diverse esperienze fatte e molte di queste importanti. Quali di questi ricordi con affetto?

“Il palco più importante è stato sicuramente quello di Piazza Plebiscito… sicuramente, poi anche quello dell’allora Stadio San Paolo… sono stato in America, in Australia, grazie a mio zio che mi ha permesso di fare questo. Ho partecipato a tante trasmissioni televisive su rai e mediaset. E sono queste le esperienze che ricordo con particolare affetto.”

Hai realizzato, quindi, da musicista il tuo più grande sogno, ovvero partecipare al Festival di Sanremo. Sogniamo ancora di più in grande. Dopo il festival di Sanremo quale altro grande sogno vuoi realizzare?

“Mah guarda… visto che ci siamo… sogno di farne tanti altri! Di continuare su questa scia.”

Parlando, invece, di tuo zio (Gigi D’Alessio), che consigli ti ha dato?

“Diciamo che più che consigli lui ci ha detto di divertirci. Lui dice sempre che ci ha dato la canna per pescare, ma il pesce sta a noi prenderlo. Lui è stato intelligente, secondo me, perché si è fatto da parte. Senza mai invadere, finanche sulla scelta del pezzo. Direi su tutto praticamente. Ci ha detto di goderci questo momento.”

Progetti futuri?

“Ci saranno tanti concerti di Luca ad Aprile ed i concerti di Piazza Plebiscito con zio Gigi. E poi ci sarà il nuovo disco di un altro artista, figlio di Napoli, che è Rosario Miraggio.”

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Spettacolo

Sanremo 2023, il web boccia Blanco e promuove Morandi

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(Adnkronos) – Gianni Morandi batte Blanco 53 a 22. La ‘partita’ fra il co-conduttore e l’ospite d’onore al ‘Festival di Sanremo’ premia il cantante emiliano della vecchia guardia, soprattutto per quanto riguarda l’atteggiamento tenuto sul palco dell’Ariston, con Blanco a distruggere i fiori e Morandi a spazzarli con la scopa per ripulire la zona dove si sarebbero poi esibiti gli altri cantanti in gara. 

Secondo il sondaggio commissionato da AdnKronos a SocialCom – fonti di ricerca 50.000 pagine pubbliche Facebook, 18.000 profili Twitter, oltre 21.500 keyword e hashtag in scarico, più di 8.500 canali YouTube e circa 21.000 profili Instagram, oltre a blog, siti di notizie, forum, recensioni su altri social – il 66,10% ha giudicato negativo il comportamento di Blanco, con un 22,03% di giudizi positivi e 11,87% mixed. Ribaltati i giudizi su Morandi: 52,8% positivi, 35,55% negativi e 11,65% mixed. 

Tra i commenti pubblicati, figurano quelli di Mara Venier (con una serie di ‘faccine’ spaventate), Patrizia Pellegrino (“Perché ha dovuto spaccare tutto?”), Enzo Salvi (“Blanco stai manzo! Neanche io capisco quello che dici, ma non prendo a calci il divano”), Matteo Bassetti (“Che schifo lo spettacolo di Blanco. Mi auguro che chi lo ha fatto salire su quel palco chieda scusa a tutti gli italiani, dopo avergli fatto fare un esame tossicologico. Antimodello per i giovani”).  

18 MILIONI DI INTERAZIONI IN RETE – Sanremo intanto è sempre più social: questo il dato che si ricava dalla ricerca SocialCom che, con l’ausilio della piattaforma BlogMeter, ha analizzato le conversazioni in rete sulla prima serata all’Ariston. 

Sono state oltre 18 milioni le interazioni in rete, fra reazioni, commenti, condivisioni, che si sono registrate nel corso della prima serata. Registate 56.000 menzioni con post originali su pagine pubbliche e 787 sources, secondo il sondaggio commissionato da AdnKronos a SocialCom. 

Le fonti di ricerca sono state 50.000 pagine pubbliche Facebook, 18.000 profili Twitter, oltre 21.500 keyword e hastag in scarico, più di 8.500 canali YouTube e circa 21.000 profili Instagram, oltre a blog, siti di notizie, forum, recensioni su altri social. 

SENTIMENT SOCIAL NEGATIVO AL 54% – E ancora: il sentiment social nei confronti del Festival, al momento, è negativo, posizionandosi a quota 54,26% influenzato soprattutto dall’episodio che ha visto protagonista Blanco. Il suo gesto di distruggere i fiori sul palco dell’Ariston è stato il più commentato della serata e ha determinato un aumento del sentiment negativo di dieci punti percentuali, ribaltando di fatto la percezione generale sul Festival. Gli utenti hanno soprattutto ritenuto diseducativo il momento che ha visto protagonista Blanco: sull’episodio il 66% degli utenti, praticamente 2 su 3, ha espresso un sentiment negativo. 

Di Sanremo si parla soprattutto su Facebook che copre il 65,28% degli interventi, seguito a distanza da Twitter con 14,35%. Seguono le News al 9,46% i Blog al 5,18% e Instagram al 3,1% che precedono i Forum, YouTube, TikTok, Reddit e Twitch.  

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Sanremo 2023, il neurologo: “Blanco? Black-out ragionevolezza, una sorta di trance emotiva”

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(Adnkronos) – Il ‘caso Blanco’ nella prima serata del Festival di Sanremo, la reazione del cantante a un problema tecnico con la distruzione della scenografia floreale, lo mette sullo stesso piano del ‘genio e sregolatezza’ come Van Gogh e Maakovskij? “Sì, ma fino ad un certo punto. Estraniarsi dalla realtà per trovare ispirazione è il requisito dell’artista, ma ciò che è accaduto ieri sera va forse un po’ oltre. Un black-out della ragionevolezza, una sorta di trance emotiva durata diversi minuti. Il sonno della ragione”. Così Piero Barbanti, responsabile dell’Unità per la cura e la ricerca su Cefalee e dolore presso l’Irccs San Raffaele di Roma e docente di Neurologia all’Università Telematica San Raffaele. 

“Poi la riflessione, il pentimento, ma anche la paradossale autoassoluzione – prosegue l’esperto – Impulsività, rabbia e bassa soglia alla frustrazione. E’ il mix letale, spesso risultato di una vita con pochi ‘no’. Le difficoltà, la frustrazione e il sacrificio fanno crescere. Non le vittorie”. Secondo il neurologo, “la contrarietà” continua “è vissuta come un attacco personale, non come un normale evento della vita. Perché tutto questo? Sono ragazzi che non sanno controllare le emozioni perché non sanno riconoscerle, denominarle e classificarle – osserva Barbanti – Per loro l’unica via per liberarsi da questo fantasma interiore è a volte la furia e l’atto estremo. Un gesto di rottura, a volte violento, figlio di un enorme vuoto formativo. La nostra impulsività è innata, ma va educata. Il sistema sociale nel quale siamo immersi non è più idoneo a questo compito perché valorizza la velocità, lo scambio rapido, non la riflessione”.  

“Il ruolo formativo della scuola, sempre più competitiva – evidenzia ancora lo specialista – si è ridotto perché il metodo passa in secondo piano rispetto alla nozione e al tecnicismo. Così come è cambiata la comunicazione familiare, spesso più attiva sulla chat che intorno alla tavola. Sono giovani e giovanissimi che chiamano indipendenza ciò che è spesso solitudine, disabituati alla socialità. Padroni della vita virtuale, inesperti quando immessi nella comunità”.  

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Sanremo 2023, deputata FdI stronca Ferragni: “Non è mio modello”

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(Adnkronos) – Dal monologo sulla Costituzione di Roberto Benigni al discorso sulle donne di Chiara Ferragni contenuto in una lettera che l’influencer ha voluto dedicare a ‘se stessa’. La prima di Sanremo 2023 strega i telespettatori italiani ma fa discutere la politica. Chiara Colosimo, giovane deputata di Fratelli d’Italia e tra i volti emergenti del partito di Giorgia Meloni, pur ribadendo la sua stima per la Ferragni, boccia l’intervento dell’imprenditrice star dei social: “Considero Chiara Ferragni un genio. Ha fatto della sua immagine un impero ed è stata tra le prime a capire le possibilità della rete. Ma proprio non è e non può essere il mio modello valoriale e culturale”, dice Colosimo, commentando con l’Adnkronos il monologo declamato dalla co-conduttrice dal palco dell’Ariston (“essere una donna non è un limite”).  

“Di quanto detto alla sé bambina salvo solo la parte sulla fragilità – spiega la parlamentare di Fdi – perché anche il più ricco tra noi può avere delle debolezze, ma sulla donna proprio non riesco a condividere niente”.  

L’abito di Ferragni, che non lascia spazio all’immaginazione, ha subito attirato l’attenzione del pubblico: “Questo vestito non è trasparente, è solo un disegno del mio corpo” e “il corpo delle donne non deve mai generare odio o vergogna”, ha detto l’influencer, non riuscendo a trattenere le lacrime durante la lettura del discorso. Colosimo, però, non condivide il ‘focus’ del monologo. “La sfida è la conciliazione tra maternità e lavoro e non il solito luogo comune sul corpo”, rimarca la parlamentare meloniana, secondo la quale “dovremmo andare oltre il femminismo e renderci conto che uomo e donna sono complementari”. 

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Sanremo 2023, l’appello di Ovadia ad Amadeus: “Doni metà cachet a terremotati”

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(Adnkronos) – “È bello avere le canzoni non niente contro Sanremo ma ci sono delle priorità. Se fossimo in una paese civile dovremmo ‘usare’ il
Festival di Sanremo per accendere i riflettori sulla catastrofe che si è abbattuta in Turchia e in Siria e lanciare subito una raccolta fondi per aiutare i terremotati”. E’ quanto afferma Moni Ovadia all’Adnkronos lanciando un appello ad Amadeus:

“Cogli questa occasione per dimostrare di che tempra sei fatto – dice – dona almeno metà del tuo cachet a favore delle popolazioni colpite dal sisma in Turchia e in Siria, sei un uomo di spettacolo, sarebbe un bel segnale”. Per Ovadia non può bastare un minuto di silenzio per ricordare le vittime del terremoto: ”E’ una pagliacciata e una offesa. Il Festival deve diventare una occasione per raccogliere fondi – ribadisce – gli italiani sono generosi ma anche i cantanti in gara devono partecipare donando parte del loro cachet, come si fa per ‘Telethon’. Non sono un uomo da Sanremo – prosegue – ma se mi si chiedesse di andare al Festival per aiutare la popolazione turca e siriana sarei il primo a farlo e non chiederei alcun compenso. Farei uno spettacolo gratis e donerei tutto ai terremotati, mi pagherei persino io il viaggio. Sono a disposizione da subito. La cosa importante è che le donazioni siano sotto stretto controllo e che vadano realmente alle popolazioni colpite dal sisma per evitare il business degli aiuti”. 

(di Alisa Toaff) 

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Sanremo 2023, Simonetta Ravizza dà voti ai look: “Ferragni 10, Blanco fuori luogo”

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(Adnkronos) – La regina di stile a Sanremo? Non ha dubbi la stilista Simonetta Ravizza, commentando all’AdnKronos i look della prima serata, che tra abiti manifesto, pelle e total white hanno animato l’Ariston. “Chiara Ferragni mi è piaciuta tantissimo – spiega la stilista – per la sua classe e semplicità, i pochi gioielli, il fisico filiforme e quei look molto particolari che hanno trasmesso messaggi fortissimi contro l’odio, la violenza, il sessismo. Ogni abito recava un messaggio ben preciso e anche il look nude non l’ho trovato volgare. La sua classe ha annientato il sexy dell’abito, è stata molto brava, merita un 10”. 

L’imprenditrice digitale e influencer da oltre 28 milioni di follower ha sfoggiato abiti custom made realizzati dal direttore creativo di Dior, Maria Grazia Chiuri: “Chiara è una donna eccezionale, anche se molto criticata – osserva Ravizza -. Si vede che c’è un’intesa molto forte tra lei e Chiuri, insieme hanno creato abiti ad hoc per questo Festival, tutti bellissimi e adatti a Chiara”. Ravizza, che si prepara a presentare la fall-winter 2023/2024 il 22 febbraio prossimo durante Milano Fashion week, ha apprezzato molto anche l’abito di Elodie realizzato per lei da Pierpaolo Piccioli di Valentino: “Un look giusto per la sua personalità, aggressivo, con un caban di piume nero. Sexy e strong. Le darei 8”. Chi Ravizza boccia, invece, è Blanco: “L’ho trovato davvero fuori luogo per la sua reazione violenta e di cattivo gusto – afferma – visto che Sanremo è simbolo dei fiori ha voluto distruggere l’immagine del Festival. Anche il suo look non mi è piaciuto. L’anno scorso aveva camicie bellissime ricercate, quest’anno gli do 5”.  

Anna Oxa, invece, che ha calcato il palco di Sanremo con un abito lungo nero monacale segnato da una cintura nera da frate “la immaginavo più sexy, con look trasparenti ma Anna Oxa è Anna Oxa – dice la stilista -. Questo abito casto era giusto per lei per la sua personalità: mi è molto piaciuta. Indossava una specie di saio che non faceva vedere neanche il suo fisico. E’ sempre stata criticata per look sexy quest’anno è stata molto casta. Io le do 8 come voto”.  

Quanto ai ‘mattatori’ del festival, Gianni Morandi e Amadeus: “Ho preferito il primo – rimarca Ravizza – moderno e sobrio, con la giacca smoking di velluto bordeaux mentre l’ultima giacca di Amadeus è stata un po’ forte. Darei 7 ad Amadeus per la sua bravura e 8 a Morandi”. Ariete con la giacca rossa lucida “proprio no” commenta la stilista, che le assegna un 5, mentre Gianmaria con camicia bianca sbottonata e pantalone nero “mi è piaciuto tantissimo e l’ho preferito ai look di Blanco”. Marco Mengoni vestito di pelle total black by Versace “è stato molto aggressivo e gli darei un 7”. Quanto all’ospite d’onore della serata, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “E’ stato elegantissimo, così come sua figlia Laura, chic e giusta nella scelta della mise”. (di Federica Mochi) 

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Sanremo 2023, fioristi contro Blanco: “Ora diventi testimonial”

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(Adnkronos) – Blanco distrugge i fiori sul palco di Sanremo 2023 nella prima serata del Festival e i fiorai si arrabbiano. “Non è stato un bel gesto quello del cantante Blanco di ieri sera: è stato come calpestare il cuore della Liguria, perché Sanremo non è solo la città della canzone ma anche quella dei fiori”, dice all’Adnkronos/Labitalia Daniela Massa che, come vincitrice del concorso ‘Bouquet Festival di Sanremo 2023’, compone personalmente i bouquet consegnati sul palco dell’Ariston ai cantanti e agli ospiti. “Al Festival – spiega – mi occupo dei bouchet e non delle rose, che ieri sono state calpestate in diretta, ma se fossi stata io il cuore sarebbe andato in frantumi come le rose”. 

“Con orgoglio – afferma – faccio parte della squadra guidata dalle floral designer Sabina di Mattia e Jessica Tua per confezionare i bouquet consegnati durante le dirette del Festival. Vengo da un piccolo centro di 4.000 abitanti, Palomonte in provincia Salerno, e per me significa tantissimo ed è un grande onore e una grande fortuna poter presentare dei bouchet sul palco”.  

Per questa edizione i fiori maggiormente utilizzati sono stati per il bouquet garofani, bocche di leone, strelitzie ed anche fogliame come l’aspidistra; tipicamente utilizzati nell’arte floreale dell’epoca e coltivati in gran numero nella nostra Riviera di Ponente. Sono stati anche utilizzati ranuncoli, anemoni e delle fronde di eucalyptus.  

“Con quel gesto di ieri sera il cantante Blanco ha calpestato il sentimento di molti professionisti che, a volte, in cambio di un rimborso spese, allestiscono i palchi. Ha inoltre calpestato il più bel dono che ci ha dato la natura per un suo capriccio”, dice all’Adnkronos/Labitalia il presidente onorario di Assofioristi, Mario Selicato. “Tuttavia – ammette – grazie a questo gesto, finalmente si parla in un modo molto più preponderante dei fiori. Finalmente si scopre che ci sono i fioristi, chi allestisce, chi compone i mazzi di fiori ad esempio. Con quel gesto Blanco ha vanificato l’estetica e il valore delle composizioni”.  

“Ho scritto una lettera al cantante Blanco in cui dico che, pur comprendendo la rabbia di non essere riuscito a cantare a causa di un problema tecnico, non potendo esprimersi al meglio, il suo comportamento è stato lesivo del lavoro di tutti i floricoltori liguri e italiani che con tanta difficoltà, in questi anni così difficili, continuano a produrre fiori come quelli che ha distrutto ieri sera”, spiega Cristiano Genovali, presidente dell’Associazione floricoltori e fioristi italiani. 

“Blanco – spiega – ha calpestato non solo i fiori, ma anche il lavoro dei fioristi che hanno realizzato le composizioni. Fiori che, dopo anni di duro lavoro dietro le quinte, siamo riusciti a far capire agli scenografi e alla Rai che dovevano essere riportati sul palco durante il festival”. 

“Le scuse pubbliche di Blanco – sottolinea il presidente Genovali – sono doverose verso chi ha realizzato gli allestimenti; dovrebbe poi farsi fotografare con un mazzo di fiori tricolore con scritto ‘fiori italiani’ e usare la sua faccia per pubblicizzare il marchio dei fiori italiani che lanceremo il 22 febbraio come 1° marchio di certificazione di prodotto italiano, in modo da diventare testimonial gratuito di questo marchio”.  

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‘Io ricordo’, su Rai3 il docufilm per non dimenticare la tragedia delle Foibe

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(Adnkronos) – Un docufilm che, attraverso gli intrecci di numerose testimonianze, tra cui in particolare quella dell’Ammiraglio Romano Sauro, nipote diretto dell’eroe istriano e nazionale Nazario Sauro,ricostruisce le origini, le tradizioni e gli avvenimenti dei territori, un tempo italiani, di Istria, Fiume e Dalmazia. E’ ‘Io ricordo – La terra dei miei padri’, il docufilm presentato da Rai Documentari per non dimenticare la tragedia dell’esodo istriano che sarà trasmesso il 10 febbraio in una prima serata firmata Rai Documentari su Rai Tre in occasione del ‘Giorno del ricordo’, istituito il 10 febbraio in memoria delle vittime delle foibe e della tragedia dell’esodo giuliano dalmata.  

Il documentario, ideato e diretto da Michelangelo Gratton e prodotto da Clelia Iemma e Beatrice Palladini, attraverso gli intrecci di numerose testimonianze, tra cui in particolare quella dell’Ammiraglio Romano Sauro, nipote diretto dell’eroe istriano e nazionale Nazario Sauro, il docufilm ripercorre in una crociera in barca a vela la storia millenaria dei territori dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, dalle origini romane fino alla tragedia delle foibe e dell’esodo. Un viaggio che fa tappa nelle città di Fiume, Pola, Parenzo, Rovigno e Lussinpiccolo per poi proseguire nei luoghi simbolo del dramma delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, come il Magazzino 26 di Trieste, il villaggio Santa Domenica, il campo profughi di Padriciano e il villaggio giuliano-dalmata di Roma. 

La narrazione, arricchita dal contributo di storici come Giordano Bruno Guerri, Gianni Oliva e Marino Micich, si basa sulle testimonianze di molti esuli e delle loro famiglie ma anche su quelle degli italiani che scelsero di non abbandonare le terre dei padri e che oggi continuano a mantenere vive le tradizioni e la cultura italiane delle terre del confine orientale attraverso le attività delle loro Comunità. Nel simbolico passaggio di testimone, nel finale, dall’Ammiraglio Sauro al piccolo Dario, il docufilm, che restituisce un racconto intenso e a tratti drammatico, intende volgere uno sguardo sereno verso un futuro che si vuole immaginare senza confini e contrapposizioni. 

Nel film, anche la “Corsa del Ricordo” organizzata da Asi Associazioni Sportive e Sociali Italiane. La racconta l’ideatore e presidente di ASI Lazio Roberto Cipolletti.
 

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