1 milione di like su FB, non legge e si informa su Youtube e Wikipedia: il ritratto di Cartoni Morti


La rivoluzione digitale raccontata dal veneto Andrea Lorenzon, in arte Cartoni Morti, ai microfoni del podcast dell’Osservatorio ReputationUP 

Milano, 30 Giugno 2022. Andrea Lorenzon, in arte Cartoni Morti, il fumettista trevigiano da 1 milione di like su Facebook si racconta ai microfoni dell’Osservatorio ReputationUp condotto dal giornalista Elia Cavarzan. 

L’uomo che ha portato la satira sui social senza la pretesa di volercela portare, il genio della parodia Cartoni Morti che da qualche anno a questa parte è riuscito a creare un vortice di consensi nei social network parlando di attualità e realizzando caricature attorno ai volti più noti della politica e della società civile: il professor Orsini, Matteo Salvini, i vaccini, il movimento no vax. 

“Non mi ero mai posto il problema di cosa fosse la satira e di come esprimerla, la mia idea era quella di fare cartoni animati con due specifiche caratteristiche. La prima, inserire degli argomenti da adulti all’interno dell’animazione. Politica, pandemia, diciamo che più l’argomento è caldo e più io sono stimolato a trattarlo”, ammette Andrea Lorenzon, che come obiettivo ha quello di far ridere attraverso degli argomenti complessi senza voler fare la morale a nessuno. “La seconda caratteristica è il fatto che in 

Italia abbiamo solo cartoni animati giapponesi ed americani mentre io ho voluto inserire quanti più riferimenti possibili all’immaginario italiano”. 

Si tratta di una satira tutta nazionale, che strizza l’occhio alla più stringente attualità, dai toni sempre pacati, un’ironia sottile che si legge tra le righe di ogni battuta. 

Come sopravvivere tra haters e chi non coglie l’ironia 

Chi si occupa di creare contenuti online sa, purtroppo, di dover fare i conti con utenti di ogni tipo. Con la pandemia poi, duole ammetterlo, i toni si sono inaspriti, vuoi per la maggior quantità di tempo trascorso davanti al pc, vuoi per l’esasperazione delle problematiche sociali in generale. 

“Durante il lockdown notai che c’erano dei gruppi molto aggressivi, con i novax ad esempio. Mi sono reso conto che c’era proprio la paura di essere feriti da un complotto più grande e quando tentai di spiegare con un video di Cartoni Morti il tema del vaccino e della mascherina, ho registrato immediatamente come molti di loro si sono arrabbiati. Ma generalmente, parlando di haters, devo dire che nelle mie pagine non ne girano più di tanti. Anche perché cerco di non prendere troppo in giro le mie caricature. Metto in evidenza le loro contraddizioni. Quando posso, banno ed elimino chi alza la voce ed offende”. 

Andrea Lorenzon ha capito che nell’era della disinformazione “ha la sua pericolosità lasciare il commento che paventa disinformazione. Il gestore della pagina ha una certa responsabilità nel tutelare la community ed il proprio prodotto”. Cartoni Morti accompagna alla porta gli utenti “molesti”, 

spiega Andrea, “bannandoli faccio anche un favore a questi haters dicendogli: non serve che tu mi segua oltre”. 

Una lezione importante, quella di Lorenzon. Sembra quasi voler dire che la fama e il desiderio di essere famoso non è negoziabile con la violenza verbale gratuita di chi si sente in dovere di offendere per il gusto di farlo. Bene i followers, ma è giusto anche mantenere una certa integrità, in rispetto di sé stessi e degli altri utenti. 

Ritratto di un intellettuale digitale 

Scrittore preferito? Chiede Elia Cavarzan nell’intento di tracciare un riferimento culturale sotteso allo stile di Andrea Lorenzon. 

“Ti dirò una cosa da intellettuale, non leggo da un sacco di tempo; ritengo molto spesso oggigiorno la lettura un po’ sopravvaluta”, ammette ridendo Cartoni Mort: “La lettura è stata molto utile quando il libro era l’unico mezzo per informarsi ed apprendere. Oggi invece ci sono mezzi che ci aiutano ad approfondire temi di qualsiasi tipo. Ormai per informarmi ed apprendere nuove nozioni basta usare internet e tutte quelle piattaforme che si occupano di divulgazione come documentari, divulgatori su YouTube. Ecco, io preferisco guardare documentari per sapere di tutto un po’. Se c’è un tema che mi interessa approfondire, un divulgatore interessante, non guardo neanche se ha scritto libri, vado direttamente sul suo canale. Leggo moltissimo Wikipedia, so dove andare a spulciare e mi trovo bene”. 

E con la televisione italiana, come se la cava Cartoni Morti? “Ne guardo poca, la uso soprattutto per capire quali sono i temi attuali e in che modo si polarizza il discorso. I talk italiani rappresentano sempre due filoni di pensiero contrapposti, non più di due. Se becco qualche personaggio che ha in sé delle fallacie logiche ecco, lì mi appendo e creo la caricatura. Mi piace decriptare le linee di pensiero”. 

Responsabilità editoriale: TiLinko – Img Solutions srl 

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